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ANNO 2017

   Riduci

 

ASSEMBLEA 14.12.2017  - Resoconto

aperta alle ore  17,30 a Roma presso la sede dell’Asswociazione Arma di Cavalleria
in via Damiata 5

      Presenti, compresi gli attardati dal traffico, 14 soci e qualche amico, l’assemblea viene aperta alle 18,00 da Roberto Colacchia nella qualità di presidente f.f. dell’Associazione, dopo aver deciso di non affidare ad altri soci presenti la funzione di presidente dell’assemblea.

 Colacchia saluta i presenti ricordando che esattamente un anno fa nella stessa sede dell’ANAC si era svolta la precedente assemblea e che molti erano i problemi da affrontare, tali da poter mettere a rischio la stessa esistenza dell’Associazione. Afferma che ora, pur perdurando molti di quei problemi, si ha però la certezza che l’Associazione ha saputo reagire alla incolmabile perdita del proprio presidente Iannilli,   trovando gli stimoli e i modi per assicurare la propria continuità nel perseguimento delle linee da lui tracciate. 

Ricorda di aver dato la sua disponibilità a fungere provvisoriamente da presidente su invito del Gruppo di coordinamento che si riunì d’urgenza il 18 agosto 2016 a L’Aquila. Osserva però che assicurare per tanti mesi la continuità dell’Associazione con la presenza degli organi sociali essenziali non significa rinunciare all’idea che tra i candidati che l’assemblea andrà ad eleggere non ci sia chi possa veramente succedere a Iannilli in quanto in possesso della rappresentatività necessaria, non solo quella che proviene da un curriculum alpinistico di rilievo, ma soprattutto quella che consegue alla capacità di far progredire il percorso di rinnovamento indicato da Iannilli. Per realizzarlo va costruito  un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni che hanno fatto del Gran Sasso il terreno delle loro imprese alpinistiche.

E’ la rete di relazioni che si ha con quei due mondi che può fare la differenza nel raggiungimento o meno di quegli obiettivi, specie se l’Associazione ha l’ambizione di trasformarsi in struttura di riferimento e di rappresentanza di tutti gli alpinisti del Gran Sasso.

Fa presente che gli organi istituzionali dell’Associazione si presentano oggi dimissionari, che, dopo l’ingresso nel Coordinamento di Patrizia Perilli subentrata a Iannilli, con voto unanime all’assemblea del 16.12.2016, sono 13 i membri giunti al termine del loro mandato. L’assemblea è quindi oggi chiamata ad eleggere i componenti del nuovo Gruppo di Coordinamento che guiderà l’Associazione nei prossimi due anni.

Al termine dell’introduzione, passa alla relazione generale del presidente su quanto realizzato dall’Associazione nel 2017.  

Iscritti: comunica che ad oggi l’Associazione conta 131 soci, ma più di 200 sono le persone che fanno riferimento al sodalizio se si aggiungono i simpatizzanti e gli amici che partecipano alla vita dell’Associazione ricevendo regolarmente le comunicazioni, gli avvisi degli eventi organizzati e i resoconti degli stessi. In particolare da inizio anno ci sono state 6 nuove iscrizioni (Frigeri, Graia, Grazzini, Martinello, Somigliano e Scaricabarozzi) - senza considerare Patrizia Iannilli che si era iscritta a dicembre scorso, prima di entrare nel Direttivo, tutti, salvo uno, di Roma e provincia.

Riferisce che rispetto ai  126 soci dell’anno scorso, c’è stata una crescita seppur contenuta nel numero dei soci, nonostante la scomparsa di Bruno Armato e Giancarlo Negretti, entrambi di Roma, e di Salvatore Tirabovi, valoroso protagonista quest’ultimo della Resistenza teramana.

Colacchia riferisce sull’attività del gruppo di Coordinamento negli ultimi 12 mesi:

 - Opuscolo “Roberto Iannilli”

Dopo la distribuzione ai soci presenti all’assemblea del 16/12, questa pubblicazione, realizzata a cura e spese dell’Associazione, fu spedita per posta alle Sezioni del CAI, alle scuole di alpinismo, alle associazioni alpinistiche del Centro Italia ed anche alle riviste di montagna e agli esercizi commerciali specializzati per la montagna di Roma. A gennaio si è avuta conferma della validità dell’iniziativa, molte le richieste di averne copie e tanti i ringraziamenti ricevuti dai destinatari, tra questi le sezioni CAI di Cortina, di Ascoli, di Avezzano, di Fermo e di Sulmona, la Compagnia delle guide del Gran Sasso, PlanetMountain e l’associazione Stefano Zavka di Terni.

- Partecipazione alla rassegna del cinema di montagna e di esplorazione - Vette in Vista

Questo evento promosso dall’associazione Stefano Zavka assieme al CAI di Terni è giunto alla 9^ edizione. Gli organizzatori  hanno voluto dedicare il pomeriggio del penultimo giorno, il 4/2, al ricordo di Roberto Iannilli invitando le persone a lui più vicine e una rappresentanza dell’Aags. Roberto è stato fatto rivivere nelle testimonianze dei suoi amici e compagni di scalate: Alberto Graia, Davide Scaricabarozzi, Loretta Spaccatrosi e Andrea Bollati.

Roberto aveva infatti partecipato a precedenti edizioni di quella rassegna ed aveva stabilito con i suoi genitori - Rita Mirimao Zavka, madre di Stefano e presidente dell’Associazione Stefano Zavka  e Sergio - una forte relazione di amicizia. Nel 2014, a conclusione della sesta edizione di Vette in Vista si era classificato secondo presentando il film: “Restiamo umani”. A gennaio 2016 nel corso dell’ottava edizione, Roberto aveva presentato l’iniziativa “Targa Alpinisti del Gran Sasso” che aveva destato molto interesse tanto che Luca Calzorari, capo della giuria del concorso dei film, gli aveva chiesto di scrivere un articolo poi pubblicato su "Montagne 360". C’era attesa per saperne di più.

Dopo una sintetica presentazione dell’Associazione e la illustrazione dei cambiamenti impressi dalla presidenza Iannilli, Colacchia riferisce che ha raccontato dell’assegnazione del premio “Targa”, di come la giuria è arrivata ad attribuirlo proprio a Iannilli, della cerimonia di consegna del premio avvenuta a L’Aquila il 16 ottobre 2016 in occasione della Terza Edizione del Festival della montagna. Dice anche della proiezione preparata da Angelo Monti dedicata al Gran Sasso e agli alpinisti che vi hanno lasciato la vita, come Roberto e Luca D’Andrea.

Accenna che il 28/1/2018, in occasione della 10a edizione di Vette in Vista, l’Associazione è stata di nuovo invitata. 

- Presentazione ufficiale del premio letterario intitolato a Roberto Iannilli.  

Colacchia riferisce che il 10/2, nell’ambito della serata in ricordo di Iannilli organizzata dalla Sezione   CAI Roma, il presidente della giuria del premio, Alessandro Gogna, ha annunciato pubblicamente l’istituzione del Premio letterario biennale intitolato a Roberto Iannilli,  per testi inediti  di prosa e/o poesia riferiti al Gran Sasso o ad altre montagne d’Appennino, i primi cinque da pubblicare in un libro.  Dice che Gogna nel prendere la parola, ha paradossalmente esordito che lui ai premi non ha mai creduto molto,  ma  poi, parlando dei temi che legano l’alpinismo alla sua rappresentazione nelle forme e nei modi più liberi e vari, ha ammesso che anche i premi sono espressione di quei valori.

A ricordare Roberto sono stati Alberto Graia e Laura Spaccatrosi con i loro racconti delle esperienze vissute e Angelo Monti con la proiezione del  suo docu-film ben realizzato per l’ottima colonna sonora e   le splendide vedute del Gran Sasso abbinate alle inquadrature dei tanti giovani alpinisti che hanno trovato la loro realizzazione nella montagna, a volte fino a sacrificare la propria vita.    

 - Tradizionale incontro con Gigi Mario a Scaramuccia.

Colacchia riferisce che, ripetendo il tradizionale incontro di primavera con Gigi Mario, ovvero il maestro Engaku Taino, venerdì 26 maggio un gruppo di soci ha raggiunto questa località vicina ad Orvieto dove Gigi vive con la moglie Kiyoka e dove si trova il tempio buddista Zenshinji in cui Gigi dal 1973 pratica gli insegnamenti della scuola Lin Chi di Chan (Rinzai Zen).

 - Impianto d'una targa in ricordo di Roberto Iannilli e Luca D'Andrea al Fondo della salsa.

Il presidente f.f. racconta che Domenica 23 luglio s'è svolta, alla presenza di 8 rappresentanti della nostra Associazione, la cerimonia promossa dall'Associazione alpinisti del Gran Sasso e  dalle Sezioni di Castelli e di Sulmona del Club alpino italiano per l’affissione di una piccola targa sul masso alla base del nevaio sottostante parete Nord del monte Camicia, che già accoglie:

- quella dell'alpinista aquilano Piergiorgio De Paulis, morto il 24 dicembre 1974 nel corso della prima salita invernale della parete portata poi a termine da Mimì Alessandri, e

-  quella del capitano dell'aeronautica militare Marco Adinolfi, precipitato con il suo aereo da caccia il 6 aprile 1994 dopo aver urtato la sommità della parete nord avvolta nella nebbia.

Nelle ridotte dimensioni (10 x 15 centimetri) autorizzate dalla direzione del Parco nazionale del Gran Sasso e dei monti della Laga, con la targa si è voluto testimoniare lo straordinario valore umano e alpinistico di Roberto e del suo ultimo inseparabile compagno di cordata, preservando così nel tempo la loro memoria,  come il nostro statuto richiede. 

Intervenuto per primo, Colacchia ha ricordato brevemente Roberto Iannilli, chiedendo alla fine il minuto di silenzio che in quell'ambiente, e coi nomi degli amici scomparsi davanti agli occhi,  ha avuto il significato di una sincera e commossa promessa di non dimenticare.

Il presidente della Sezione CAI di Sulmona, Antonio Mangiarelli, ha ricordato Luca D'Andrea, la sua giovanile passione per la montagna, le qualità che ne hanno fatto, prima ancora che uno tra i migliori scalatori del centro Italia, un uomo dalle salde basi morali e sociali.

Vincenzo Di Simone, vice presidente della Sezione CAI di Castelli "Piergiorgio De Paulis", sopravvissuto alla tragedia del monte Brancastello del 30 aprile, ha portato il saluto degli altri soci, impegnati dai lavori di finitura della nuova sede sezionale dedicata a Enrico Faiani, per molti anni membro del suo Direttivo, morto in quella tragedia, richiamando le iniziative già assunte dalla Sezione per ricordare Iannilli e D'Andrea.

Colacchia parla anche dell’intervento di Mimì Alessandri, appena reduce a 85 anni dalla salita dello Sperone centrale del Corno Grande, che ha  riassunto in breve la storia geologica del Gran Sasso che ha reso la parete Nord del Camicia, a differenza di quelle del Corno Piccolo, così pericolosa e insieme affascinante.

 - Serata per la consegna del Premio letterario Roberto Iannilli

Colacchia riferisce che Venerdì 27 novembre, nella cornice dell’evento “Montagne in città” organizzato presso l’Auditorium del Seraphicum a Roma, si è svolta la premiazione dei primi 5 classificati dei 31 partecipanti al riconoscimento. Gli organizzatori, uno, Alberto Osti Guerrazzi, presente in assemblea,  avevano riservato un’intera ora dell’ultima sera della loro manifestazione.

Di fronte a un pubblico numeroso e attento, dopo una breve  introduzione con cui Colacchia ha  ricordato la figura umana e alpinistica di Iannilli e dopo un altrettanto breve resoconto di Battimelli sul lavoro della giuria nonché sui timori d’un flop, smentiti dal numero di opere pervenute, il presidente della giuria, Alessandro Gogna, ha confermato il suo compiacimento per il numero e la qualità degli elaborati, diversi per argomento, provenienti non solo dalle regioni centrali ma anche da altre d’Italia, i primi  in gran parte letterariamente validi e molti, dopo il vincitore, di quasi identico interesse, proponendo per ciò di  ampliare a 10–12 il numero di quelli da pubblicare in un  libro.

Gogna e Patrizia Perilli, moglie di Roberto, hanno quindi chiamato sul palco i primi cinque classificati ,  nell’ordine inverso a quello della graduatoria, consegnando le targhe-premio a ciascun premiato, Questi sono: Mario Santamaria, vincitore, per “Gioca con te”, Marco Morante, secondo classificato, per  “La montagna in mezzo”, Antonio Mariani, terzo classificato, per “Rosacamuna”, Davide Scaricabarozzi, quarto classificato, per “Très jolie passage” e Francesco Saladini, quinto classificato, per “La storia non finisce mai”.

La premiazione s’è conclusa con il video di Angelo Monti sugli amici scomparsi in montagna, a partire da Roberto e Luca, contenente anche splendide immagini del Gran Sasso. Una trentina di soci e amici  hanno assistito alla proiezione del film sul tentativo di solitaria invernale dello spagnolo di etnia basca Alex Txikon all’Everest presentato dal nostro socio Domenico Perri.

Il successo dell’iniziativa è dipeso in massima parte dal lavoro della giuria presieduta da Alessandro Gogna e composta da Gianni Battimelli, Renzo Bragantini, Ilona Mesits e Alberto Sciamplicotti,  quest’ultimo anche organizzatore della manifestazione ospitante.

Nel corso della esposizione dell’avvenimento Saladini ha risposto alle domande fatte dai soci Cifoni e Forti spiegando che in base al regolamento, il diritto di autore sulle opere presentate è esteso all’Associazione per espressa dichiarazione dell’interessato come condizione per poter partecipare, ferma la facoltà di usarne in proprio, con rinuncia a ogni diritto in ordine ai proventi che ne derivassero.

Riguardo al volume pubblicato a cura e spese dell’Associazione, destinato alla vendita, spiega che la pubblicazione è parte del premio stesso, garantito solo al primo classificato, non ai successivi. La decisione di quante opere pubblicare spetta insindacabilmente solo all’Associazione, che può rinunciarvi, mentre ai primi 5 è  dovuta una targa o una pergamena.

Al socio, Franca Gaeta, che osserva che l’Associazione, come soggetto senza scopo di lucro, non può commercializzare il libro, risponde che si farà ricorso ad un editore con modalità da decidere.

Questi gli eventi più importanti, ma dietro il loro successo c’è il lavoro fatto dal Gruppo di coordinamento in attuazione delle decisioni prese nelle sue riunioni periodiche.

Colacchia sottolinea l’importante componente rappresentata dalle sinergie creatasi con alcuni soggetti esterni al Coordinamento, in parte oggi candidati a farne parte. Fa riferimento al ruolo per la comunicazione e il successo dell'evento del 20/1 , grazie all’esperienza nella composizione di testi e grafica del materiale editoriale di  Elisabetta Moffa e di Alberto Graia. Richiama l’operato di due soci, da considerare veri e propri presidi sul territorio del nostro Gran Sasso, come Pasquale Iannetti (e la sua associazione TeknoAlp di Teramo) e Cristiano Iurisci per le ulteriori iniziative decise per commemorare Iannilli.

Tra queste, la riattivazione di parte del rudere della ‘vecchia miniera’ di bitume ai piedi del versante sud del monte Camicia, rudere del quale il Comune di Castel del Monte è proprietario. La parte degli edifici recuperabili può avere in inverno una funzione importante come base per la pratica dello sci.   

La realizzazione del cippo commemorativo degli Aquilotti del Gran Sasso, “Sasso degli Aquilotti”, a Pietracamela, proposto da Pasquale, si è arenato per inerzia delle amministrazioni locali, mentre per il cippo in ricordo delle guide di Assergi le cose potrebbero andare diversamente.

A L’Aquila, il 21/4, Iannetti propose al Coordinamento lì riunito che l’Associazione fosse parte attiva nel progetto di installazione di pannelli illustrativi della tragedia del 1929 in cui perirono i due soci SUCAI Roma Mario Cambi e Paolo Emilio Cicchetti. L’idea era quella di collocarli all’interno del Rifugio Garibaldi e nel museo dell’alpinismo di Pietracamela, che sarebbe stato riaperto a breve.  

A settembre, sempre a L’Aquila, si tornò a parlare dei pannelli illustrativi della tragedia di Cambi&Cichetti del 1929. I pannelli, preparati da Teknoalp in formato 70x100, erano stati già preparati ed esposti in occasione di una mostra a Teramo.  

Si decise che l’Associazione si sarebbe fatto carico di realizzare i pannelli, con testi bilingui ridotti rispetto agli originali, in materiale resistente alle intemperie, da collocare in Val Maone presso i due cippi eretti nel luogo del ritrovamento dei corpi, poggiati su adeguati sostegni.    

Nella stessa occasione si parlò del sentiero storico Ponte Rio Arno – Pietracamela - Prati di Tivo  interrotto  solo nel tratto da Rio Arno a Intermesoli e della necessità di ripristinarlo liberando il percorso dalla vegetazione e da altri ostacoli, lavoro che non richiede l’uso di attrezzature pesanti.

Si parlò anche della palestra di roccia di Pietracamela e del progetto di riattrezzarla alla stregua di falesia con catene fissate dall’alto e split, avendo già individuato 15 itinerari, con possibilità di aprirne altri altrettanto sicuri. L’intervento dell’Associazione sarebbe stato quello di procurare le catene e le attrezzature di sicurezza necessarie. Per entrambi gli interventi sarebbero stati elaborati dei preventivi da sottoporre ad approvazione.

Il Coordinamento riunitosi il 27.10.2017  ha preparato la serata organizzata per la assegnazione del premio letterario con la scaletta degli interventi ed è stato messo a punto il progetto di pubblicare una diecina di opere nel libro per il quale Alberto Graia è disposto a preparare disegni eventualmente ispirati ai singoli racconti.

Con Mariani si ebbe anche il modo di relazionare gli altri membri sull’incontro avuto con il sindaco di Castel del Monte riguardo al recupero del rudere della vecchia miniera a Campo Imperatore, venendo  informati che i  fondi necessari potrebbero essere messi a disposizione dall’UE in quanto finalizzati al recupero di manufatti montani previsti nel piano regionale, per i quali il Comune ha presentato  domanda. A cura del Comune sarà ripristinata la strada e convogliata l’acqua potabile dalle vecchie prese della zona sovrastante. L’Associazione ha offerto il progetto (di Mariani) e chiesto l’intitolazione a Iannilli-De Luca, salvo individuare l’ente o la sezione CAI per la gestione come  rifugio-base per sci di fondo e sci-alpinismo.  Si è in attesa di ricevere dal Comune il progetto della costruzione originaria per poi decidere sull’intervento funzionalmente più idoneo.  

Geri interviene per osservare che l’ubicazione è tale da consentire l’utilizzo del manufatto anche come rifugio fauno-floristico all'interno dell'area.

Si passa a discutere il 2° punto all’o.d.g.: relazione del tesoriere sullo stato della cassa e sul bilancio consuntivo e preventivo

 Colacchia fa presente che  l’avanzo di bilancio alla data del 14/12/2017 è pari ad euro 118,72 e corrisponde alle somme detenute, in qualità di segretario tesoriere esclusivamente nel suo conto bancario personale. Gli incassi e le spese sostenute nel periodo sono riportate nel bilancio consuntivo messo a disposizione dei soci.

Tra le uscite di importo più rilevante si evidenzia la somma di € 400,00 relativa al contributo versato alla società organizzatrice della manifestazione “Montagne in città” e  quelle per il rimborso delle trasferte del presidente della giuria del premio letterario per complessivi 343 euro.

Rispetto al bilancio preventivo 2017 la disponibilità di cassa a consuntivo è risultata all’incirca quella ipotizzata (€ 119 contro i 171 euro previsti) anche grazie a parte delle spese postali non computate perché rimaste a carico del tesoriere precedentemente in carica.

Riguardo al bilancio preventivo Colacchia osserva che l’anno che sta per iniziare vedrà la crescita delle spese per le iniziative in corso (pannelli in ricordo di Cambi&Cicchetti, pubblicazione opere presentate al premio letterario, ecc) . A fronte di esborsi previsti per 1.500 euro ha ipotizzato di raccogliere un contributo straordinario di 2.000 euro.

Osti ringrazia l’Associazione per il sostegno ricevuto con l’erogazione della somma utilizzata per coprire le spese sostenute per la manifestazione “Montagne in città”.

 Si passa a discutere il 3° punto all’o.d.g.: relazione del comitato di gestione del sito internet e della pagina facebook

Colacchia affronta l’argomento dicendosi abbastanza soddisfatto di quanto si è fatto finora per  recuperare e conservare la memoria degli alpinisti operanti nel gruppo del Gran Sasso. Lo scopo fondante dell’Associazione è stato finora conseguito con l’aggiornamento delle più importanti rubriche del nostro sito internet, l’arricchimento delle sezioni ‘La storia’ e ‘I protagonisti’ e l’apertura nella sezione “contatti” del sito di una pagina utilizzabile come forum di discussione nella quale si sono cominciati  a proporre – purtroppo con modesto successo - temi d’alpinismo generali o particolari.   

Anche le varie sotto-sezioni ‘gruppo di coordinamento’,’eventi’ e ‘raduni’ sono tenute ora perfettamente aggiornate,  anche con corredo di foto.

Prima di dare la parola a Francesco perché legga la relazione sull’attività svolta, improntata a un po’ di pessimismo, informa i presenti  che la prossima riunione del Coordinamento, quella che attribuirà le cariche ai membri eletti, deciderà anche sulla proposta fatta da Mariani di strutturare il gruppo sito in modo che ciascun componente sia responsabilizzato rispetto a un compito specifico utile alla raccolta di dati e memorie dell’alpinismo in Centro Italia dopo il 1980.

Saladini legge la relazione del Comitato per il sito internet riferendo sulle varie sezioni del sito che la sezione ‘Presentazione’ non ha bisogno di aggiornamenti; nella sezione ‘L’associazione’ la rubrica. l’ “elenco soci” è stata aggiornato a cura di Colacchia e Di Gioia.  le rubriche “Coordinamento, “Raduni e assemblee”, “Iniziative sociali “ e “Pubblicazioni” sono state  aggiornate a cura di Saladini e Colacchia, le prime tre hanno urgente bisogno di un intervento di Di Gioia o di altro tecnico che ne  migliori grandemente l’accessibilità mentre per tutte e quattro si deve decidere in quale ordine temporale vanno presentati gli eventi  e cioè se i più recenti vanno in alto o in basso; la sezione”La storia” e la sezione “I protagonisti” non registrano nuovi inserimenti dalla data dell’assemblea 2016 né in particolare da qualcuno dei numerosi soci che sostengono –giustamente – che compito primario dell’associazione sia la conservazione della memoria degli alpinisti operanti nel gruppo del Gran Sasso; nella sezione “Il Gran Sasso” che comprende quattro rubriche, “immagini”, “testimonianze”, “Rifugi e sentieri”, sono presenti in tutto 3 foto di fiori; la sezione “News” è stata nutrita nell’ultimo anno con avvisi dei più importanti eventi sociali a  cura di Saladini; nella rubrica “discutiamo” della sezione “Contatti” la proposta di discussione di Saladini di fine 2016 di discutere del rischio connesso alla pratica dell’alpinismo è stata  riscontrata a gennaio solo da Iurisci; e mancano altre proposte di discussione.   

Riferisce ancora che grazie ai passati insegnamenti di Di Gioia, alcuni componenti del gruppo sito sono in grado di provvedere più o meno bene agli inserimenti, ma occorre che tutti i soci in grado di spendere qualche ora all’anno per l’associazione forniscano contributi di testi e foto, o il sito muore.

Mariani interviene ribadendo il concetto già espresso che l’indirizzo di raccogliere la storia dell’alpinismo sul Gran Sasso negli anni 70’ e ’80, in continuità con quanto già fatto per i periodi precedenti, è sì condiviso all’interno del Coordinamento, ma non affrontato concretamente.

Colacchia fa presente che Iurisci, ad esempio, è andato avanti richiedendo alla Sezione CAI Roma i numeri de l’Appennino che abbracciano quel periodo ed anche i precedenti, con obiettivo di trarne documenti da riportare sul sito e far circolare anche sulla pagina facebook. Su questo si era espressa anche Elisabetta Moffa, quando, ancora direttore responsabile della rivista, sottolineava l’esigenza di coordinarsi per dare valore all’iniziativa nell’interesse di tutti, potendo puntare, grazie al lavoro che Iurisci si propone di fare, all’integrale pubblicazione dei vecchi numeri della rivista in aggiunta a quelli del periodo più recente già reperibili in formato digitale. La raccolta della storia alpinistica post anni ’70-’80 richiede l’impegno di chi tra i soci ha contatti e relazioni con i protagonisti di allora.

Non è un compito semplice: Battimelli l’anno scorso in assemblea fece presente che per gli anni successivi non c’è documentazione in quanto gli alpinisti non hanno più scritto e Saladini osservò, sempre in quella occasione, che parte della storia dopo quegli anni è già documentata nel sito con le due monografie di ALP, ma che il collaudato schema delle interviste può dare ancora frutti, portando ad esempio Grazzini per Roma.

Colacchia riporta il contributo che Pasquale Iannetti, assente giustificato, avrebbe voluto portare alla discussione. Constata che le idee si rincorrono, infatti Iannetti ha chiesto di esporre un nuovo progetto che è quello della stampa di una serie di opuscoli (Collana "I Miti") di una trentina di pagine dove attraverso interviste viene raccontata dai protagonisti, se viventi, o dagli amici per quelli che non ci sono più, le imprese realizzate sul Gran Sasso. Fa i nomi di Gigi Mario  e dei suoi compagni di cordata (Emilio Caruso, Silvio Jovane, Fernando Di Filippo, Maurizio Mucci, Giancarlo Dolfi, Paolo Consiglio, G. Schanzer), Mimì Alessandri e dei suoi compagni (Carlo Leoni, Sandro Graziosi, Roberto Furi,), di Franco Cravino, di Pierluigi Bini, di Giggino Muzii, di Francesco Bachetti, di Peppe Fanesi, di Tiziano  Cantalamessa e di tanti altri.

E’ una idea che la nostra Associazione ha già utilizzato in passato con le interviste ad Andrea Bafile, a Lino D’Angelo, a Mimì ed atri mostri sacri dell’alpinismo, alcuni ora scomparsi.

 Si passa al punto 4: discussione e votazioni sulle relazioni

 L’assemblea non ha ulteriori domande e commenti da fare e quindi approva.

 Si passa alla discussione del punto 5: approvazione del bilancio consuntivo 2017 e preventivo 2018, unitamente al punto 6: decisioni relative alla copertura finanziaria delle spese da sostenere per la pubblicazione delle opere premiate nel concorso premio letterario Roberto Iannilli /contributo straordinario per la copertura delle spese relative a futuri specifici progetti.

Dopo le considerazioni fatte da molti sulla evidente carenza di fondi per coprire le spese dei progetti che intende portare avanti l’Associazione, Steve propone che il preventivo sia approvato provvisoriamente in attesa di poter avere elementi più certi (fatture, preventivi, ecc.) per una chiamata fondi che si rende ormai urgente. Colacchia esprime l’opinione che sia preferibile far concorrere i soci su specifici progetti in corso di realizzazione piuttosto che chiedere una nuova quota di partecipazione.

L’assemblea all’unanimità approva il bilancio consuntivo e quello preventivo, da considerare provvisorio.

Riguardo alla copertura finanziaria dei nuovi progetti, Colacchia osserva che già Forti l’anno scorso propose all’assemblea di provvedere alle esigenze di cassa prevedendo il pagamento per tutti  di una quota annuale e che si era deciso che fosse il Coordinamento a studiare il problema e a riferire.  

In mancanza di specifiche indicazioni da parte del Direttivo, sostiene che la richiesta di contributi straordinari debba essere finalizzata ad investimenti ben definiti, il primo in ordine di tempo è quello dei pannelli da porre in Val Maone, da realizzare in tempo utile perchè ad aprile cade l’anniversario del ritrovamento del corpo di Mario Cambi. Mariani e/o Iannetti presenteranno un preventivo di massima.

Si passa al punto 7 dell’o.d.g.: dimissioni del gruppo di coordinamento e del comitato di gestione del sito internet

Tutti i membri rimettono il mandato.

Si passa al punto 8:  esame candidature ed elezione del nuovo gruppo di coordinamento e del comitato c.s. in carica biennale;

Colacchia fa circolare la lista dei candidati che sono:

1. Vincenzo Abbate

2. Domenico Alessandri

3. Gianni Battimelli

4. Roberto Colacchia

5. Fernando Di Filippo

6. Pasquale Iannetti

7. Cristiano Iurisci

8. Antonio Mariani

9. Massimo Mizzau

10. Angelo Monti

11.Alberto Osti Guerrazzi

12.Patrizia Perilli

13.Domenico Perri

14.Francesco Saladini

15. Geri Steve

Comunica che Vincenzo Abbate ha accettato di candidarsi scusandosi per non essere presente, ma    chiedendo di leggere il suo profilo:

< Nato a Roma nel 1955. Vive e lavora a Palestrina. E’ socio del CAI Palestrina e frequenta la montagna fin da giovane, ne studia la geografia e la storia alpinistica ma soprattutto è un appassionato alpinista dilettante. La sua attività di ricerca gli ha permesso di scrivere numerose monografie alpinistiche e articoli sulle riviste specializzate. Ha pubblicato: Monti Prenestini, CAI, Palestrina 1984, Appennino d’inverno, Andromeda, Colledara (Te) 1995, Arrampicare a Guadagnolo, Lupus in Fabula, Palestrina 1997>.

Alla richiesta di Forti di sapere se è necessario cambiare lo statuto per consentire l’aumento dei membri da 13 a 15, Colacchia risponde che 15 è il numero massimi previsto dalla statuto e che il presidente sarà scelto dal Coordinamento al proprio interno tra i membri eletti.

L’assemblea elegge quindi all’unanimità quali componenti del Gruppo di Coordinamento i quindici candidati proposti da Colacchia mandando a lui come presidente uscente di convocare a breve il nuovo Gruppo per l’elezione degli organi sociali e il riavvio delle iniziative dell’associazione.

Il Comitato per la gestione del sito internet e pagina facebook viene riconfermato all’unanimità dall’assemblea negli stessi membri .

 Nessun altro argomento è posto in discussione e si chiude alle 20.00  senza più tempo per assistere alla programmata proiezione di Gianni Battimelli.  Ci si sposta, raggiunti da altri amici e soci, nella vicina sede dell'Associazione nazionale alpini di viale Giulio Cesare 54/F per la tradizionale cena di fine anno, sovraffollata per la concomitante cena di quel sodalizio. 

                                                                              Roberto Colacchia, presidente f.f.

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Associazione Alpinisti del Gran Sasso
C.F.
93036720667 - Sede legale: Sezione CAI L'Aquila Via Sassa, 34 - 67100 L'Aquila - Segreteria: Via U. Tupini 133 - 00144 Roma
e-mail:
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