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ANNO 2018

   Riduci

Assemblea 2018 e 15mo raduno, 8-9 settembre 2018

hotel Miramonti, Prati di Tivo

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1. Relazione all'assemblea del Presidente f.f. Roberto Colacchia

Mancano pochi giorni al sedicesimo anniversario del primo raduno della nostra Associazione che trovò ospotalità in questo stesso albergo il27-28-29 settembre 2oo2.

Ci accolse la neve e le attività all'aperto ne furono impedite. Il tempo oggi si mostra decisamente migliore di allora.

02bUn pensiero non può non andare al gruppo di soci e amici che promossero l’idea di far ritrovare insieme gli alpinisti che trent’anni prima arrampicavano sulle pareti del Gran Sasso. Parlo di quelli che come Francesco Saladini che sono oggi qui con noi, ma anche di quelli che non sono potuti venire (Mimì Alessandri, Franco Cravino), e dei teramani (Lino D’Angelo, Peppino D’Eugenio)  che purtroppo ci hanno lasciato per sempre.

A differenza di oggi, i partecipanti furono allora circa 180 e mi emoziona ricordare di aver incontrato per la prima volta alpinisti di eccelsa statura come Andrea Bafile o personaggi noti soprattutto per altri valori, mi riferisco a Salvatore Tirabovi di Teramo, deceduto a 94 anni due anni fa.

Vorrei però unire nel ricordo anche altri straordinari protagonisti della montagna e della vita, entrati più tardi a far parte dell’Associazione: Pino Sabbatini, guida e capo del Soccorso alpino di Teramo, travolto nel Canale di Mezzo del Corno Piccolo nel dicembre 2014, e Roberto Iannilli, nostro ultimo e indimenticabile presidente, che ci ha lasciati il 16 luglio 2016 cadendo sulla parete Nord del M. Camicia nel tentativo di aprirvi una nuova via con Luca D’Andrea.

Vorrei infine ricordare anche chi tentò di unirsi a noi in occasione di quel primo raduno, ma senza riuscirvi: lo sfortunatissimo alpinista ascolano Francesco Bachetti, già in cattive condizioni di salute, deceduto meno di due anni dopo.  

Avendo preso coscienza della necessità di rinnovarsi per aprirsi ai più giovani, dopo anni di raduni, riunioni, incontri, serate conviviali e gite, anche l’associazione è cambiata. La formalizzazione del nuovo corso è avvenuta con la modifica del nome da “vecchie glorie” a “alpinisti” del Gran Sasso, decisa dall’assemblea che si tenne a Roma il 12 dicembre 2014.

Il contributo maggiore al cambiamento è venuto però da Roberto Iannilli che già nel 2010 era entrato a far parte dell’associazione portandovi le sue idee e i suoi progetti. L’ingresso di persone più giovani, in buona parte legate a Roberto, ne hanno consentito l’evoluzione, senza  mai mettere in discussione i valori costitutivi e lo scopo statutario del sodalizio che è sempre quello di raccogliere e custodire la memoria di chi ha arrampicato sul più alto gruppo dell’Appennino.    

L’anno scorso, nell’assemblea tenutasi a Roma il 14 dicembre 2017, ci dicemmo che molti problemi erano ancora aperti, ma che eravamo certi che avremmo saputo trovare gli stimoli e i modi per assicurare all’associazione la sua continuità dopo la perdita del nostro amato presidente Iannilli.

Si decise di affidarne l’attuazione al nuovo Direttivo, in quella occasione e portato a 15 membri dai precedenti 13, con la nomina dei nuovi membri che resteranno in carica fino all’assemblea che approverà il bilancio 2019: Vincenzo Abbate, Pasquale Iannetti, Cristiano Iurisci e Alberto Osti Guerrazzi e la conferma di Domenico Alessandri, Gianni Battimelli, Roberto Colacchia, Fernando Di Filippo, Antonio Mariani, Massimo Mizzau, Angelo Monti, Patrizia Perilli (già cooptata in sostituzione di Roberto Iannilli), Domenico Perri, Francesco Saladini e Geri   Steve.

Il gruppo di coordinamento riunitosi a Roma il 26 gennaio 2018 per scegliere al proprio interno gli organi sociali, ha deciso di rinviare la nomina del presidente ritenendo necessario prima definire quale associazione avrebbe dovuto presiedere, se cioè un sodalizio più tradizionale focalizzato sulla raccolta della storia dell’alpinismo sul Gran Sasso, magari estesa a periodi temporalmente più vicini, o uno che, oltre alla raccolta della memoria storica, volesse rappresentare l’alpinismo appenninico, ponendosi come piattaforma di comunicazione tra gli alpinisti ancora attivi nel gruppo, senza con ciò sovrapporsi alla struttura del CAI.

Da parte di chi vuole tornare al compito iniziale, si è argomentato - a buona ragione certamente nei miei confronti, ma forse con qualche pessimistico eccesso per altri – che, dopo la scomparsa di Roberto, i rappresentanti dell’associazione risultano sconosciuti o quasi nel mondo degli alpinisti in attività e privi degli strumenti necessari per  raggiungere quegli scopi.

A parte Mimì Alessandri, ormai convinto che l’associazione abbia esaurito il suo compito, è questa la posizione espressa da Abbate, Mariani e Battimelli, che non credono che l’associazione sia in grado di svolgere le funzioni di rappresentanza e di comunicazione di cui sopra, ma che sostengono tuttavia che l’associazione non ha esaurito il suo compito giacché  molta storia è ancora da raccogliere e altra se ne aggiunge ogni giorno.

Fautori della possibile coesistenza dei due obiettivi sono invece Iannetti, Perri, Saladini e chi vi sta parlando. 

Diviso sulla possibilità di trovare un presidente capace di portare avanti la linea tracciata da Roberto Iannilli, alla fine è prevalsa nel Direttivo la propensione ad attendere e a rinviare  l’elezione del presidente, ritenendo prematuro trarre conclusioni definitive: Steve pensando di poterne discutere ancora nell’ambito del Coordinamento, Battimelli favorevole a portare l’argomento “scopi dell’associazione” all’attenzione dei soci in assemblea. 

Molto tempo è passato da quando, nella riunione del Gruppo di coordinamento indetta d’urgenza il 18 agosto 2016 a L’Aquila, mi fu chiesto di fungere provvisoriamente da presidente. E’ un incarico che si sovrappone a quello di Segretario, ma che ho accettato per spirito di servizio per assicurare la continuità dell’Associazione con la presenza degli organi sociali essenziali, ancorché concentrati nella stessa persona.

Ho dato la mia disponibilità per questo, ma auspico che questa assemblea sappia esprimere con chiarezza verso quale tipo di associazione si vuole andare. Se prevarrà la linea meno tradizionale, il Coordinamento dovrà scegliere tra i suoi membri chi possa veramente succedere a Iannilli in quanto in possesso della rappresentatività necessaria, non solo quella che proviene da un curriculum alpinistico di rilievo, ma quella che nasce dalla capacità di far progredire il percorso di rinnovamento e rappresentatività indicato da Iannilli.

Se l’Associazione riceverà oggi l’indicazione di trasformarsi in struttura di riferimento e di rappresentanza di tutti gli alpinisti del Gran Sasso, il Vostro sodalizio si consoliderà come ponte tra le vecchie e nuove generazioni di gransassisti. Il Direttivo ed il presidente scelto nel suo ambito dovrà saper mantenere la rete di relazioni con quei due mondi, raccogliendone l’attenzione e attivando tutte le possibili sinergie. L’esempio dell’attuale governo italiano, fatte le debite modifiche statutarie, potrebbe essere preso ad esempio per un vertice più articolato con delega di funzioni a vicepresidenti con specifiche competenze e ambito di relazioni.

L’assemblea oggi è anche la sede per fare emergere una linea comune dove finora sono prevalse le divergenze di pareri. Mi riferisco alla decisione se organizzare o meno la seconda edizione della ‘Targa alpinisti del Gran Sasso’, decisione che il Coordinamento ha rinviato più volte.

Sono stati argomenti contro: il rifiuto dell’eccessivo spirito di competizione, il timore che la Targa possa incoraggiare imprese sconsiderate, la non ripetizione di iniziative simili come il premio Cantalamessa e la mancanza di salite di spiccato rilievo negli ultimi due anni.

Sono stati argomenti a favore: la continuità con la linea di rinnovamento di Iannilli, la sua utilità in mancanza di altri riconoscimenti del genere in Italia Centrale e la possibilità di attribuirla a qualsiasi iniziativa che valorizzi l’alpinismo in Appennino.

La proposta di modifica al regolamento elaborata da Saladini, finalizzata a questo, può costituire un’utile traccia, ma è dai presenti che il Direttivo desidera raccogliere i pareri, così come determinante sarà il punto di vista dei componenti della giuria della prima edizione e  quello dei quasi giovani come Iurisci, Perri e altri.   

Prima di aprire la discussione su questi punti di fondamentale importanza, desidero soffermarmi brevemente su quanto realizzato dall’Associazione dal dicembre 2017 ad oggi.

Ricorderete che il 15/12/2017, al termine della cena che ha seguito l’assemblea, il socio Domenico Perri ci annunciò con un brindisi che di lì a giorni sarebbe partito per la spedizione “Everest 2018 Winter Expedition”, invitato dal fortissimo alpinista basco Alex Txicon. Utilizzando le informazioni e le foto che Mimmo man mano ci ha fatto avere, direttamente e indirettamente, abbiamo potuto seguire il racconto dei primi giorni della spedizione e quello della prima notte, era il 2/1, trascorsa al campo base dell'Everest, poi i crescenti segni del suo grave stato di debilitazione,  la decisione di lasciare i compagni e il rientro a Kathmandu e in Italia. 

Grazie a Mimmo, abbiano potuto vivere, quasi in prima presa diretta, un’esperienza che i più diversamente giovani tra noi mai avrebbero potuto fare. Per chi non lo ha visto, spero che avremo presto l’occasione di assistere alla proiezione del suo film “Sagarmatha – l’inverno più alto”, bella testimonianza della sua partecipazione alla spedizione invernale all'Everest, caratterizzata dalla efficace rappresentazione delle caratteristiche umane dei protagonisti e dell’evoluzione indotta nelle popolazioni locali dalla pratica di un alpinismo da definire ormai “di consumo”.

Ad oggi l’Associazione conta 131 soci, circa la metà di Roma, ma, se si aggiungono i simpatizzanti e gli amici che partecipano alla vita dell’Associazione ricevendo regolarmente le comunicazioni e gli avvisi degli eventi organizzati e i resoconti degli stessi, il gruppo è molto più consistente.

Il numero è rimasto invariato grazie all’ingresso dei soci Osti e Abbate, bilanciato dalla dolorosa scomparsa di Giancarlo Negretti e di Gigino Muzii. Debbo dirvi però francamente che non ho la certezza, in mancanza di specifiche comunicazioni da parte di altri soci e conoscenti, che qualche altro socio della prim’ora ci abbia lasciati.

 Come l’anno scorso, su invito dell’Associazione Stefano Zavka, il 28/1, ultimo giorno della 10a edizione della manifestazione Vette in Vista, una piccola delegazione dell’Associazione – il sottoscritto e Angelo Monti- si è recata a Terni per raccontare dello svolgimento e della assegnazione del premio letterario Roberto Iannilli. Nel 2017, a inizio febbraio, la delegazione fu la stessa, ma il tema fu l’assegnazione a Iannilli del premio “Targa”.

Non voglio prendere altro tempo alla discussione, ma ho il dovere di dirvi qualcosa riguardo alla pubblicazione delle opere che hanno partecipato al Premio letterario Roberto Iannilli.

Ricorderete che la premiazione delle opere presentate alla prima edizione di questo premio letterario è avvenuta a Roma, presso la struttura del “Seraphicum”, il pomeriggio della giornata conclusiva dell’evento “Montagne in città”, era venerdì 27 novembre 2017.

Alessandro Gogna, presidente della giuria, assieme a Patrizia Perilli consegnarono le targhe-premio ai primi cinque classificati: Mario Santamaria, vincitore con “Gioca con te”, Marco Morante, secondo classificato, per “La montagna in mezzo”, Gavino Gordoni (alias Antonio Mariani), terzo classificato, per “Rosacamuna”, Davide Scaricabarozzi, quarto classificato, per “Très jolie passage” e Francesco Saladini, quinto classificato, per “La storia non finisce mai”.

Gogna espresse allora il suo compiacimento per l’elevato numero dei partecipanti (32) e la qualità degli elaborati, diversi per argomento e provenienti non solo dalle regioni centrali ma anche da altre parti d’Italia, valutando che potessero essere circa una dozzina le opere da pubblicare.

Il 20 febbraio 2015 il Gruppo di coordinamento si è riunito per decidere i testi da pubblicare e la relativa copertura finanziaria, esprimendosi a maggioranza a favore della pubblicazione di una consistente parte delle opere in aggiunta alle 5 premiate, escludendo quelle classificate dalla giuria oltre la 15ma posizione (16ma se si considera che il racconto di Saladini, ai fini della pubblicazione, ha seguito un percorso autonomo). 

La scelta ha costituito un compromesso tra il minimo sindacale che, a norma del regolamento del premio, obbliga l’associazione a pubblicare almeno l’opera del primo classificato, e il punto di vista dell’editore rappresentato quel giorno da Osti, che osservò che se si voleva sperare nel successo editoriale occorreva puntare a un numero di pagine significativo (fu stimato da Battimelli che, nel formato standard di composizione del libro, le opere prime 15 classificate sarebbero risultate condensate in ca. 160 pagine).

Riguardo alla qualità dei contenuti, Battimelli sulla base anche di altre esperienze fatte come partecipante al Gruppo italiano scrittori di montagna e ad altri analoghi comitati di valutazione, ha confermato che la giuria, e lui stesso come suo membro, avevano considerato gli elaborati letterariamente validi ed alcuni di livello superiore alla media. Analoga valutazione è venuta da Osti e dal sottoscritto.

L’illustrazione della copertina e di alcune parti più significative del libro sarà curata da Alberto Graia che ha dato la sua disponibilità per questo. Alessandro Gogna, presidente della giuria, ha confermato che  scriverà la prefazione del libro.

Riguardo alla casa editrice a cui affidare la pubblicazione, il Direttivo concordò sul chiedere un’offerta a Edizioni Il Lupo. Osti – in conflitto di interessi per essere lui stesso socio della Edizioni Il Lupo –  rimise la decisione della pubblicazione agli altri suoi soci, facendo presente che solo di recente, con la collana I Faggi, la sua Casa editrice aveva iniziato a pubblicare storie e racconti relative all’ Appennino.

L’offerta dell'editore per la pubblicazione delle prime 17 opere (16 non contando Saladini), una in più di quanto previsto prima, è pervenuta solo a metà giugno. Essa prevede, almeno come prima edizione,  una tiratura di 400 copie.  La realizzazione grafica e la stampa sarà completata entro il mese di novembre. La distribuzione del libro sarà fatta attraverso la rete commerciale dell'editore e attraverso iniziative promozionali a cui potrà affiancarsi la nostra Associazione.

Come unico onere è previsto un contributo alle spese di stampa di 700 euro,  anche la Sezione CAI di Roma darà in aggiunta un suo contributo.

Per la cessione del diritto di autore sulle opere Edizioni Il Lupo riconoscerà all’Associazione 50 copie del volume a titolo gratuito e l’Associazione potrà inoltre acquistarne altre al prezzo ridotto di 5 euro a copia.     

L’accettazione dell’offerta e la firma del contratto editoriale è stata ratificata dal Gruppo di Coordinamento nella riunione del 4 luglio.  

Sempre quel giorno si è parlato della copertura finanziaria dell’iniziativa editoriale che, visto il modesto impegno, è stata assicurata da alcuni soci, senza la necessità di ricorrere alla generalità degli associati.

Si è inoltre deciso di organizzare la seconda edizione del premio letterario, con premiazione prevista per l’autunno 2019.

Si attende conferma da Gogna sulla sua disponibilità a presiedere di nuovo la giuria e per decidere con lui eventuali modifiche marginali al Regolamento in base all’esperienza fatta con la prima edizione. Come componenti della nuova giuria si fa affidamento ancora sulla disponibilità di Battimelli, Renzo Bragantini, Ilona Mesits e Alberto Sciamplicotti, mentre quasi certamente si dovrà trovare una sostituzione ai due componenti Franco Cravino e Carlo Alberto Pinelli che si erano trovati nell’impossibilità di svolgere il loro ruolo. Se sarà così, sono ben accette le candidature dei presenti. Il Direttivo comunque mi ha affidato il compito di ottenere l’assenso di Vincenzo Abbate - anche come tramite tra Coordinamento e giuria – di Paolo Ascenzi  e di Ines Millesimi, per poi ratificarne la nomina e convocarli in vista dell’avvio dei lavori.  

 Concludo parlandovi delle altre iniziative ipotizzate per commemorare Roberto Iannilli.

Quella proposta da tempo da Pasquale Iannetti del “Sasso” in ricordo degli “Aquilotti del Gran Sasso” da realizzare a Pietracamela si è arenata in quanto l’Amministrazione locale non ha dato riscontro, mentre quella del cippo per le guide di Assergi sembra trovare maggiore sensibilità negli amministratori pubblici di quel Comune.

Anche la riattivazione di parte degli edifici in rovina della ‘vecchia miniera’ di bitume, ai piedi del versante sud del monte Camicia, sta segnando il passo. E’ un peccato perché, se recuperati, potrebbero svolgere in inverno una funzione importante come base per la pratica dello sci. Il Comune di Castel del Monte, proprietario di quegli edifici fatiscenti, non ha ancora provveduto a reperire i disegni del progetto originale da consegnare ad Antonio Mariani. Era stata questa la promessa fatta dal sindaco nel corso della visita fatta l’anno scorso da me e Mariani, a cui doveva seguire, con il ritorno della bella stagione, un sopralluogo assieme ai tecnici del Comune per i rilevamenti necessari.  

Neppure il collocamento nella Valle di Rio Arno dei due cartelli informativi della tragedia che coinvolse nel 1929 Mario Cambi e Paolo Emilio Cicchetti, a cui la nostra Associazione ha collaborato, è andato ancora a buon fine.

La messa in opera presso i luoghi di ritrovamento dei corpi avrebbe dovuto avvenire questa mattina, secondo il programma del raduno, ma le lungaggini burocratiche lo hanno impedito,  dall’Ente Parco però abbiamo ricevuto un plauso per l’alto valore simbolico dell’iniziativa.  

A tutti i presenti anticipo - ma seguirà il programma dettagliato - che la cena sociale 2018 si farà a Roma venerdì 14 dicembre, presso la sede ANA in una sala a noi interamente riservata. Speriamo di poter proiettare in quella occasione il film sulla spedizione al Saraghrar Peak (7349 m.), nell’Hindu - Kush Pakistano.

 Prima di passare a illustrare, come Tesoriere, la relazione sui bilancio consuntivo 2018 e preventivo 2019 e sullo stato della cassa, desidero – per concludere veramente - darvi qualche informazione sull’aggiornamento delle più importanti rubriche del nostro sito internet, che hanno riguardato le sezioni ‘La Storia’ e ‘I protagonisti’. L’ultimo documento inserito in quest’ultima sezione è quello elaborato da Geri Steve con "Ho rivisto un  amico", un bel ricordo di Ferdl Mair, che aveva conosciuto nel periodo delle sue frequentazioni della Croda Rossa d’Ampezzo, l’ultimo nella sezione “La Storia” è invece quello di “alpinismo a Chieti con l’intervista di Iurisci a Di Federico, metodo già positivamente sperimentato in passato con le interviste già pubblicate sul sito.

Dal punto di vista organizzativo, Antonio Mariani chiedeva da tempo di strutturare il gruppo sito in modo che ciascun componente fosse responsabilizzato rispetto a un compito specifico utile alla raccolta di dati e memorie dell’alpinismo in Centro Italia dopo il 1980.

Il Coordinamento fece propria quella proposta, alla fine approvata dall’assemblea del 14/12/17.

Rispondendo quindi al mandato assembleare di strutturare e organizzare adeguatamente il gruppo per il sito internet e la pagina facebook dell’Associazione, il Comitato di gestione del sito internet è stato integrato cooptando nel gruppo Enzo Abbate e Alberto Osti.

Saladini, come coordinatore del gruppo, ha provveduto ad indicare le linee di massima del programma di lavoro, assegnando ai singoli componenti la responsabilità per l’assolvimento di specifici incarichi e privilegiando appunto il metodo delle interviste, già utilizzate con successo  per l’elaborazione dei documenti “Alpinismo a L’Aquila”, “Alpinismo a Teramo” e “Alpinismo ad Ascoli”, da estendere ad altre città “alpinisticamente vicine” al Gran Sasso.

La prima  intervista a Giampiero di Federico è stata realizzata da Cristiano Iurisci ed è già  inserita nel sito all’interno della sezione 'la storia', col titolo 'Alpinismo a Chieti'.

 Quando verrà trattato lo specifico punto dell’o.d.g. Francesco e Marco vi relazioneranno meglio di quanto io possa fare sulle attività svolte.  Marco Di Gioia in particolare vi parlerà dei miglioramenti tecnici apportati al sito e della soluzione trovata con la piattaforma attuale per risolvere il problema del doppio indirizzamento attraverso il link dello stesso documento sia nella "Storia" che nei "Protagonisti" e delle soluzioni che ha in mente per avere un modulo per la pubblicazione delle foto più potente dell'attuale. 

 L’estensione temporale della raccolta della memoria storica agli anni ’70-80, proposta da tempo da Mariani, è una decisione che va oltre il capitolo interviste appena riaperto.

L’idea di preparare una serie di documenti sulle imprese realizzate sul Gran Sasso attraverso interviste ai protagonisti, o ai loro parenti/amici se scomparsi, è anche quella di Iannetti, di Sciamplicotti e di Osti ed apre uno scenario più ampio che tocca il campo editoriale sull’esempio della Collana "I Miti" della Mondadori.

Realizzare una serie di ritratti di chi, protagonista di ieri e di oggi, ha dato un contributo significativo alla storia dell'alpinismo appenninico rientra in pieno negli scopi dell’Associazione e sarà il terreno su cui ci impegneremo nei prossimi mesi.

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2. Relazione del tesoriere, bilancio consuntivo 2018 e preventivo 2019

 Gli incassi e le spese sostenute nel periodo, illustrati nelle voci principali, sono riportate nel bilancio consuntivo qui di seguito riportato, messo a disposizione dei soci.

 Bilancio consuntivo: l’avanzo di bilancio alla data del 14/12/2017 è pari ad euro 508,89 e corrisponde alle somme detenute dal segretario tesoriere, Roberto Colacchia, esclusivamente nel suo conto bancario personale.

Tra gli introiti l’unica voce di rilievo è rappresentata dai contributi versati volontariamente da alcuni soci per coprire il fabbisogno per la pubblicazione del libro con i racconti di una buona parte dei partecipanti al premio letterario Roberto Iannilli.

Tra le uscite si evidenzia il rinnovo domini 2017 non rendicontato nel precedente bilancio.

Rispetto al bilancio preventivo 2018 che prevedeva l’azzeramento o quasi delle disponibilità di cassa, il consuntivo sembrerebbe apparentemente in linea, ma nella sostanza se ne discosterebbe molto se fosse già avvenuto il pagamento a Edizioni Il Lupo del compenso pattuito. Le quote associative incassate sono risultate peraltro nettamente inferiori (€ 50 contro i 300 previsti), anche se più che compensate dal minore esborso per la pubblicazione del libro delle opere presentate al premio letterario, previsto in € 1.500 contro i 700 poi pattuiti.

Bilancio preventivo: tra le uscite sono previste le spese per le iniziative in corso (pannelli in ricordo di Cambi&Cichetti, pubblicazione libro premio letterario, ecc) a fronte delle quali non è previsto alcun contributo straordinario da parte dei soci. E’ un preventivo che può  cambiare se l’assemblea dovesse orientarsi diversamente. Giorgio Forti in passato propose di provvedere alle esigenze di cassa prevedendo il pagamento per tutti  di una quota annuale e l’assemblea aveva dato indicazione al Coordinamento di studiare e riferire anche circa le modalità di versamento.

Come Tesoriere e socio, non lo ravviso ancora necessario, rimettendo semmai alla decisione all’assemblea il versamento di una quota “una tantum”. Rimango comunque della mia idea che la richiesta di contributi straordinari debba essere finalizzata ad investimenti ben definiti di un certo rilievo. Impegni un po’ ridimensionati, come appunto quello dei pannelli da porre nei luoghi dove sono state ritrovati i corpi di Cambi e Cichetti, certo non lo giustificano.

 

Bilancio consuntivo 14.12.2017 –  8.09.2018                                   

                                                                                                                                      IMPORTI  (euro)

ENTRATE

Avanzo iniziale al 14.12.2017                                                                               118,72

Quote associative del periodo: 1 quota da 50                                                         50,00

Altri introiti (contributo soci per spese pubblicaz.opere premio letterario )            700,00                             

Proventi finanziari                                                                                                    ----

Erogazioni liberali                                                                                                    ----       

TOTALE DISPONIBILITA’                                                                                      868,72 

 

USCITE

Sito internet (pacchetto 20 Mc-Link, hosting)                                                        189,03                                                    

Sito internet (rinnovo domini .it  e .org 2017)                                                          85,40

Sito internet (rinnovo domini .it  e .org 2018)                                                           85,40                        

Spese postali (non documentate e tenute a carico)                                                  -----

Spese cancelleria                                                                                                      -----         

Oneri tributari                                                                                                             -----

Oneri finanziari                                                                                                           -----    

TOTALE USCITE                                                                                                    359,83

 AVANZO  DI GESTIONE                                                                                        508,89                                                                                    

 Bilancio preventivo 9.09.2018 – assemblea 2019

 ENTRATE

Avanzo all’8.09.2018                                                                                               509  

Quote associative                                                                                                    200

Proventi finanziari                                                                                                     -----

TOTALE ENTRATE                                                                                                  709

 USCITE

Sito internet (pacchetto 20 Mc-Link, hosting)                                                           190

Sito internet (rinnovo domini .it e .org 2019)                                                              85

Web-master (room&board)                                                                                      150

Premio letterario (pubblicaz. libro)                                                                           700    

Pannelli Cambi&Cicchetti (stampa, preparazione supporti e installazione)            400

Spese postali                                                                                                           200

Spese amministrative                                                                                               ----

Oneri tributari                                                                                                            ----

Oneri finanziari                                                                                                         -----

                                                                                                                               ---------

TOTALE USCITE                                                                                                    1.725

 DEFICIT DI GESTIONE                                                       - 1.016       

                                                                                            Il segretario Roberto Colacchia

                                        

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3. Relazione del comitato per il sito internet 

    Il comitato per il sito è formato da Roberto Colacchia, Marco Di Gioia, Antonio Mariani, Francesco Saladini che ne è il responsabile, Geri Steve nonché dai cooptati Enzo Abbate e Alberto Osti.

     A gennaio 2018, dopo gli aggiornamenti riferiti nell’assemblea del 1.12.2017, si prevedeva:

    - la ristrutturazione della sezione ‘l’associazione’ nelle rubriche ‘gruppo di coordinamento’ ed ‘eventi-raduni’: la ristrutturazione è stata operata da Marco Di Gioia mutando il nome della seconda in ‘eventi-assemblee e raduni’ e riportando tutti i documenti delle due rubriche per anno, dal 2002 al 2018, dopo averne capovolto l’ordine temporale in modo da poter leggere in alto i documenti più recenti;

     - la ristrutturazione della stessa sezione ‘l’associazione’ nella rubrica ‘eventi-iniziative sociali’; anche questa lunga ristrutturazione è stata operata da Marco portando in alto i documenti più recenti;

     - di tenere aggiornate le sezioni ‘gruppo di coordinamento’, ‘eventi’ (nelle due citate rubriche di ‘raduni’ e ‘iniziative sociali’) e ‘news’; l’aggiornamento è stato operato da Saladini quasi sempre tempestivamente;

     - di tenere aggiornata la rubrica ‘soci’ e di aggiornare il ‘modulo di adesione: vi hanno adempiuto Colacchia e Di Gioia.  

         Si può dunque dire che il sito è aggiornato e leggibile.

         La sola sezione ancora in sofferenza è ‘Gran Sasso’, nella quale sono funzionanti, anche se vuote o quasi, le rubriche ‘Il Gran Sasso-immagini-la fauna’ e ‘Il Gran Sasso-links’: Marco provvederà appena possibile e rendere accessibili agli inserimenti anche le altre rubriche.

      - di implementare tutte le rubriche invitando tutti i soci e gli amici a fornire testi, foto e notizie con una lettera illustrativa degli aggiornamenti operati e dello stato attuale del sito: prima di inviarla, l’incaricato Saladini ha scelto di attendere il completamento della ristrutturazione della sezione ‘l’associazione’ realizzata da di Di Gioia a ridosso di questa assemblea e provvederà ora ad inviarla in tempi brevi.

      - di attuare interviste sull’alpinismo nelle città più interessate al Gran Sasso, sulla falsariga di quelle già presenti nella sezione ‘la storia’ per L’Aquila, Teramo e Ascoli (queste da aggiornare). L’incaricato Saladini ha interessato:

. per l’alpinismo a L’Aquila dagli anni 70-80, Mimì Alessandri che s’è rivolto a sua volta a Claudio Arbore;

. per l’alpinismo a Teramo dagli anni 70-80 Pasquale Iannetti;

. per l’alpinismo ad Ascoli dopo il 1983 Tonino Palermi; per l’alpinismo a Chieti, Cristiano Iurisci;  . per l’alpinismo a Roma Antonio Mariani.     

        Soltanto Cristiano Iurisci ha sin qui provveduto con un’intervista a Giampiero Di Federico che è stata inserita nella sezione ‘La storia’, mentre Tonino Palermi e Antonio Mariani hanno di recente confermato il loro impegno. 

                                                                                                                F. Saladini e M. DiGioia

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4. Verbale assemblea

Soci presenti: Gianni Battimelli, Roberto Colacchia, Fernando Di Filippo, Marco Di Gioia, Pasquale Iannetti, Cristiano Iurisci, Aladino Marano, Ilona Mesits, Alberto Osti Guerrazzi, Domenico Perri, Francesco Saladini, Geri Steve, Bruna Volponi e, per delega, Werther Marini.

Presiede l’assemblea Colacchia, Saladini verbalizza.

Colacchia apre l’assemblea alle 19 dopo la proiezione del video ‘Un giorno lungo 50 anni’ sulle  vie Mario-Di Filippo alle Spalle del Corno Piccolo, di altro video ‘Febbraio1929-l’ultima ascensione di Mario Cambi e Paolo Emilio Cichetti’ e della presentazione da parte di Cristiano Iurisci del suo libro di prossima pubblicazione ‘Passi di 5°’ con la descrizione di ben 142 vie dal 3° al 5° grado in Appennino.  

L’assemblea si svolge sui punti di cui alla convocazione, ma senza seguirne l’ordine e piuttosto frettolosamente per la riduzione del tempo concessole.

Colacchia, dopo aver ricordato che 16 anni prima in quello stesso luogo si era tenuto il primo raduno dell’associazione, illustra sommariamente le previste relazioni generale del presidente e del tesoriere che vengono allegate.

Di Gioia illustra altrettanto sommariamente la relazione del comitato per il sito internet, stilata da Saladini e che pure viene allegata, confermando l’impegno di cui alla detta relazione di rendere accessibili tutte le  diverse rubriche della sezione ‘Il Gran Sasso’ e riferendo che provvederà a rendere possibile con l’attuale modulo l’inserimento di foto ad alta risoluzione. Iurisci propone di inserire nella pagina home un box che avvisi delle novità inserite da ultimo, specie per quanto riguarda le pagine de ‘la storia’ e ‘i protagonisti’,  in modo che chi vi accede possa averne notizia e leggerle; Steve sostiene che il box può pure essere chiamato "news", ma che è bene che da lì si possa accedere a tutti i files in ordine di inserimento, perchè è più semplice ed evita di dover decidere quando un file non va più evidenziato nelle news. Di Gioia lo ritiene possibile e si impegna a realizzarlo.

Iurisci riferisce di non avere preparato relazione sulla pagina facebook dell’Associazione avendo incontrato difficoltà tecniche nella sua gestione che non è riuscito a superare.

L’assemblea approva per acclamazione i bilanci e rinvia ogni decisione sul nuovo regolamento della targa ‘Alpinisti del Gran Sasso’ - incaricando peraltro Colacchia di farne circolare la bozza preparata da Saladini per l’eventuale seconda edizione – e sulla seconda edizione del premio letterario ‘Roberto Iannilli’, passando poi alla discussione generale.

Colacchia ripropone la questione se vogliamo essere un’associazione di sola memoria o anche di riferimento e rappresentanza dell’alpinismo appenninico secondo la linea di Roberto Iannilli.

Perri osserva che l’associazione è un organismo vivente e può e deve dunque modificarsi.

Battimelli nota che all’assemblea sono presenti quasi soltanto componenti del coordinamento, che  ciò conferma come l’associazione non sia rappresentativa di nulla perché nessuno la segue, che la sola realizzazione seria è il sito internet per gestire il quale non occorre una struttura associativa con presidente, assemblea, raduni, eccetera.

Steve è d'accordo, ma ritiene che abbia poco senso porre dei limiti a ciò che l'associazione può fare: l'associazione sta facendo poco e ha difficoltà a fare di più, ma altre iniziative da portare avanti oltre il sito sono tuttavia possibili, come, ad es., quella di organizzare presentazioni pubbliche dei libri che sono usciti o stanno per uscire a cura dei nostri soci; dichiara apprezzamento per la presentazione e il merito del libro di Iurisci e ritiene che sarebbe bene replicarla.

Iurisci è per realizzare una seconda edizione della targa ‘Alpinisti del Gran Sasso’, visto pure che in Appenino non ci sono altri premi del genere, meglio se comprendente un arco di tempo triennale e che comunque prenda in esame le realizzazioni alpinistiche non solo dal punto di vista del grado di difficoltà ma anche da quelli dell’innovazione, dell’avventura e dell’ambiente.

Dopo altri interventi l’assemblea si chiude alle ore 20 per rispettare l’orario della cena fissato dall’albergo.

                                                                                           R. Colacchia e F. Saladini

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5. Resoconto assemblea 2018 e 15mo raduno

Roma, 26.09.2018                          -  a tutti i Soci   per e-mail o posta

                                                            -  agli altri amici dell’indirizzario provvisti di e-mail

     Da venerdì 7  a domenica 9 settembre 2018 s’è svolto presso l’hotel ‘Miramonti’ a Prati di Tivo il 15° raduno/16° assemblea dell’Associazione alpinisti del Gran Sasso con una limitata presenza di soci e amici nonostante le buone condizioni del tempo. Sulla partecipazione hanno certamente pesato il periodo scelto, troppo vicino alla conclusione del periodo di ferie, e l’imprevista temporanea indisposizione di qualche socio.

    Sabato 8 mattina, i pochi soci presenti dal venerdì hanno raggiunto Pietracamela per unirsi agli altri soci ed amici che hanno voluto ricordare in Val Maone, presso i luoghi del ritrovamento dei loro corpi, i due sfortunati alpinisti della SUCAI, Mario Cambi e Paolo Emilio Cicchetti che, nel febbraio 1929,  tentarono la prima salita invernale della via Chiaraviglio-Berthelet lungo la cresta Sud del Corno Piccolo.

L’iniziativa, promossa da Pasquale Iannetti con il patrocinio della nostra Associazione, avrebbe dovuto concludersi con l’apposizione di due pannelli illustrativi della storia degli ultimi giorni dei due alpinisti. Ciò non è stato possibile a causa del mancato completamento dell’iter autorizzativo, ma la loro posa è solo rimandata. I momenti salienti sono stati i discorsi fatti da me, dal prof. Cerulli e da Battimelli, quest’ultimo presso il monumento dedicato a Cambi per aver lì raggiunto il gruppo dei partecipanti assieme a Ilona Mesits e Mimmo Perri.

Il pomeriggio, preceduta dalla presentazione dei volumi “Febbraio 1929- L’Ultima Ascensione di Cambi e Cichetti” di Pasquale Iannetti e “Passi di quinto” di Cristiano Iurisci, e dalla proiezione del film di Alberto Sciamplicotti “Un giorno lungo 50 anni” sull’impresa compiuta da Gigi Mario e Fernando Di Filippo con l’apertura nello stesso giorno di due nuove vie (Spalla media per Cresta Ovest e Spalla alta parete SO), si è svolta l’assemblea, già rendicontata a parte.

Domenica 9 un consistente gruppo di soci ed amici ha voluto commemorare il centenario della prima salita della via Chiaraviglio-Berthelet percorrendo le varie vie previste dal programma come “salita alpinistica”, con l’obiettivo di ritrovarsi tutti  in cima  al Corno Piccolo.

Superato l’inconveniente del disallineamento di orario tra inizio colazione in albergo e prima corsa dell’ovovia, ci siamo ritrovati  alla stazione di partenza insieme a Pasquale Iannetti ed altri compagni diretti al Corno Piccolo. Alla Madonnina ci si è divisi: una parte è salita al rifugio Franchetti e alla Sella dei Due Corni, da dove alcuni hanno percorso la via normale e Pasquale Iannetti, con tre compagni di cordata, la via Chiaraviglio, un’altra, formata da Alberto Osti, Gianni Battimelli, Alberto Sciamplicotti, Ilona Mesits e Domenico Perri, ha percorso il sentiero Ventricini fino alla base della Prima Spalla del Corno Piccolo per scalare la via  delle Clessidre (250m. IV+), una delle vie storiche che supera la grande placca di calcare della parete Nord-est. Divisi in due cordate, la prima guidata da Battimelli e la seconda formata da Perri ed Ilona Mesits, dopo alcune ore i 5 hanno raggiunto la  cresta della Prima Spalla. Poi la discesa per la ferrata Danesi incrociando le diverse cordate provenienti dalla  cima del Corno Piccolo, tutte dirette al Franchetti.    

Da poco operato alla caviglia e nonostante le grucce, Cristiano Iurisci che pensava di doversi fermare alla Madonnina, a furia di rincorrere il suo irrefrenabile primogenito, è arrivato anche lui al Franchetti. Lo ha fatto in coda a Bruna e Francesco Saladini, ma ben prima di me e di Marco Di Gioia, superati sul sentiero anche da Luca Grazzini e da altri ritardatari. Ci ha accolti Luca Mazzoleni con la sua amicizia e innata cortesia.  

Per chi doveva ripartire prima degli altri, il raduno s’è chiuso alle 15.30, ma chi ha raggiunto la cima del Corno Piccolo i saluti si sono protratti, grazie anche alle condizioni meteo che si sono  mantenute sul bello, salvo un po’ di nebbia calata verso sera.  

Marco Di Gioia, a causa del malfunzionamento dell’impianto elettrico della sua moto, dopo quasi 600 km. di traffico allucinante, si è bloccato proprio in mezzo al varco del casello di Melegnano e ha dovuto “bivaccare” a Lodi.  

L’appuntamento è ora alle prossime iniziative che contiamo di organizzare in autunno e alla cena sociale di dicembre.

Cordialmente.                                                                           Roberto Colacchia  

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6. Immagini del raduno

     
8/9 mattina, Val Maone, lapide Cambi                  e lapide Cichetti 

    
8/9 Val Maone, monumento Cambi                     Tra i presenti, secondo da sinistra, il prof.
                                                                                      Cerulli di Teramo

8/9 cena al Miramonti, da sinistra Saladini,       Roberto Colacchia e Marco Di Gioia,
Steve, Battimelli e Iurisci                                         webmaster del sito dell'Associazione

     
9/9, sui "pendoli" della Chiaraviglio - Berthelet

       
9/9, via delle Clessidre, Sciamplicotti, Osti          Ilona Mesits sullavia
e Mesits in partenza


9/9, rientro al Rifugio Franchetti

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