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Iniziative Sociali

   Riduci

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Cena Associazione 14 dicembre 2018 a Roma

     Organizzata da Antonio Mariani, la cena s'è svolta con diciotto partecipanti nell'elegante Casale Tor di Quinto, sede di circolo ippico oltre che di ristorante con ottimi piatti.

       Al termine è stato proiettato il film della spedizione romana al Saraghrar Peak del 1958, al quale si riferisce il breve testo di Roberto Colacchia che segue.

       Più o meno lo stesso testo, con le foto dei protagonisti della spedizione, è leggibile nella sezione 'la storia' di questo sito, alla voce 'Saraghrar Peak'.

A 60 anni dal Saraghrar Peak

60 anni fa, nel marzo del 1958, il Consiglio della Sezione CAI di Roma presieduta dal conte e alpinista romano Alessandro Datti decideva di organizzare autonomamente una spedizione sul Saraghrar, una montagna inviolata di 7349 m, nel Pakistan orientale.

Il film originale della spedizione, vincitore al Filmfestival di Trento si temeva perduto, ma fortunosamente è stato ritrovato e digitalizzato. Sarà proiettato questa sera per ricordare appunto il 60° anniversario di  quella decisione che portò l’anno dopo quattro alpinisti romani della SUCAI con capo spedizione il fiorentino Fosco Maraini, sulla cima nord-est del Monte Saraghrar, la più alta del vasto altopiano che costituisce quel massiccio e la quarta in altezza dell'intera catena dell'Hindu Kush.  

La salita, la prima in assoluto dopo lo sfortunato tentativo dell’inglese Ted Norrish l'anno prima, fallito per la morte di uno dei componenti, è stata compiuta il 24 agosto 1959 ed è considerata il primo exploit extra-europeo dell’alpinismo romano.

Le due cordate che raggiunsero la cima erano composte rispettivamente da Paolo Consiglio e Franco Alletto e da Giancarlo Castelli e Carlo Alberto (Betto) Pinelli.

Della spedizione, che ebbe un carattere esplorativo oltre che alpinistico, facevano parte anche Silvio Jovane, Franco Lamberti (medico della spedizione) ed Enrico Leone.

Fu compiuta l'esplorazione dei ghiacciai Husko, Niroghi e Sorlawi e del ghiacciaio in seguito denominato "Ghiacciaio Roma" che gli consentì poi di aprirsi la via verso la vetta.

Fosco Maraini, celebre orientalista, alpinista ed etnografo, assunse di fatto il ruolo di capospedizione per via della sua profonda conoscenza di quella parte del mondo e della precedente esperienza in Karakorum per aver  partecipato l'anno prima alla spedizione al Gasherbrum IV guidata da Riccardo Cassin. Responsabile per la parte alpinistica e organizzativa era stato però Franco Alletto

Per la spedizione furono utilizzati sette portatori d'alta quota, tutti abitanti delle valli del distretto di Chitral. Posto il campo base in località Gram Shal negli ultimi giorni di luglio, l’attenzione degli alpinisti si concentrò inizialmente sul ghiacciaio Sorlawi, piazzando il primo campo avanzato a 4900 m. Dopo due infruttuosi tentativi di salita per il "Canalone di Silvio", gli alpinisti rientrarono al campo base e diressero i loro sforzi sul ghiacciaio Roma, piazzando sei campi, l'ultimo dei quali a 7000 m, raggiungendo finalmente la vetta il 24 agosto.                                                                        

 Immagini dell'incontro






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Vette in Vista, 10^ edizione – Terni 25-28 gennaio 2018

Resoconto dell’Associazione alpinisti del Gran Sasso sul premio letterario ‘Roberto Iannilli’ – domenica 28 gennaio , ore  17

Invitati come l’anno scorso ad intervenire alla manifestazione, io ed Angelo abbiamo raggiunto domenica pomeriggio il Centro per le Arti Opificio Siri Terni dove si è svolta la 10^ edizione della Rassegna di cinema di montagna e di esplorazione - Vette in Vista.

Nella precedente edizione il pomeriggio del penultimo giorno, il 4/2, fu dedicato al ricordo di Roberto Iannilli, con le testimonianze dei suoi amici e compagni di scalata: Alberto Graia, Davide Scaricabarozzi, Loretta Spaccatrosi e Andrea Bollati. Fu presentata l’Associazione, fu detto della svolta impressa dalla presidenza Iannilli e di come si arrivò ad assegnare il premio proprio a Roberto.

La relazione di amicizia creatasi tra Iannilli e i genitori di Stefano Zavka era iniziata all’inizio del 2014, quando, nel corso della 6^edizione, Roberto presentò il film “Restiamo umani” classificandosi secondo, e si è consolidata nel 2016 quando Roberto parlò dell’istituzione del premio Targa. Si può ben dire che quei sentimenti si sono trasferiti, attraverso Patrizia e i suoi amici, all’intera nostra Associazione. Vette in Vista è diventata di fatto una ricorrente occasione di incontro tra due Associazioni oggi accomunate dal desiderio di ricordare insieme due indimenticabili alpinisti che hanno lasciato in montagna le loro vite, vissute fino all’ultimo con generosità, nella realizzazione di ciò che più desideravano.

Sempre calorosa l’accoglienza di Rita Mirimao Zavka, madre di Stefano e presidente della Associazione Stefano Zavka che, previ accordi, ci aveva riservato circa un’ora il pomeriggio dell’ultimo giorno prima della chiusura della rassegna, al temine dell’esibizione del Coro Terra Majura.

A me il compito di dire qualcosa sul premio letterario “Roberto Iannilli” e sui suoi vincitori. Ho raccontato della genesi di questa ulteriore iniziativa promossa dall’AAGS per valorizzare la dimensione letteraria della passione per la montagna e di come anche questo è stato intitolato al suo indimenticabile Presidente.

Ho detto della presentazione ufficiale del premio avvenuta il 10/02/2017 presso la sede della Sezione CAI Roma da parte di Alessandro Gogna, presidente della Commissione giudicatrice del premio, con la presenza in sala di alcuni membri della giuria composta da Gianni Battimelli, Renzo Brigantini, Franco Cravino, Ilona Mesits, Carlo Alberto Pinelli, Alberto Sciamplicotti (Cravino e Pinelli poi ritiratisi per impegni sopraggiunti).   

Ho raccontato dei timori che, avvicinandosi la scadenza del 30 settembre 2017 per la consegna delle opere, la partecipazione si dimostrasse scarsa nonostante gli avvisi per ricordarla apparsi sui siti e i notiziari diffusi da una pluralità di sorgenti (notiziari, blog, social network). Previsioni dimostratesi sbagliate visto che gli elaborati di diversa natura e lunghezza sono stati 32, tutti di livello soddisfacente con 3-4 opere superiori alla media.

Con la foto di Gogna e del palcoscenico dove è avvenuta la consegna dei premi proiettata alle mie spalle, ho parlato della cerimonia di assegnazione del premio letterario avvenuta venerdì 27 novembre 2017 - nella cornice dell’evento “Montagne in città” organizzato presso l’Auditorium del Seraphicum a Roma. 

Ho raccontato che quel 27 novembre un pubblico numeroso e attento, dopo avere  ascoltato la mia breve introduzione con cui ho  ricordato la figura umana e alpinistica di Iannilli e l’altrettanto breve resoconto di Gianni Battimelli sul lavoro della giuria, ha potuto sentire le parole di compiacimento di Alessandro Gogna per il numero e la qualità degli elaborati, diversi per argomento, provenienti non solo dalle regioni centrali ma anche da altre d’Italia, in gran parte letterariamente validi e molti, dopo il vincitore, di quasi identico interesse. E’ seguita la consegna da parte di Gogna e Patrizia Perilli, moglie di Roberto, delle targhe-premio ai primi cinque classificati, chiamati sul palco nell’ordine inverso a quello della graduatoria, che sono stati Mario Santamaria, vincitore, per “Gioca con te”, Marco Morante, secondo classificato, per “Le montagna in mezzo”, Antonio Mariani (alias Gavino Gordoni), terzo classificato, per “Rosacamuna”,Davide Scaricabarozzi, quarto classificato, per “Très jolie passage”,Francesco Saladini, quinto classificato, per “La storia non finisce mai”.

 Ho voluto dare un’idea dei contenuti delle opere più significative e delle figure degli autori, soffermandomi su alcune in particolare, anche classificate oltre le prime cinque.

Tra gli autori, ho detto che alcuni sono giornalisti ed editore ed altri alpinisti ed amici di Roberto Iannilli. In particolare ho parlato delle opere di Santamaria, Mariani, Morante, Saladini e Scaricabarozzi, queste ultime due le sole che non fanno riferimento ai monti d’Abruzzo, ma ho anche accennato ai contenuti di “Cuore di Pietra” di Monaci, di “Murelle Monamour” di Cristiano Iurisci e “Tempo per respirare” di Francesco Gherlenda.

Troppo poco il tempo per parlare di altro. A conclusione del mio intervento ho detto che il libro che sarà pubblicato, secondo quanto previsto dal regolamento del premio letterario, conterrà una buona parte delle opere presentate al concorso, arricchite dai disegni di Alberto Graia ispirati ai singoli racconti.  

Angelo Monti, venuto con me da Roma, ha proiettato il suo filmato costruito sulla concatenazione delle vedute del Gran Sasso con le inquadrature dei tanti giovani alpinisti che hanno trovato lì la loro realizzazione ma, a volte, con il sacrificio della propria vita.   

Roberto e Luca D’Andrea erano lì sullo schermo uniti in quella scelta ideale.

                                                                                                       Roberto Colacchia

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Serata conclusiva prima edizione premio letterario Roberto Iannilli    

     Venerdì 27 novembre 2017 s’è svolta la serata conclusiva del Premio letterario Roberto Iannilli - indetto dall’Associazione per valorizzare la dimensione letteraria della passione per la montagna e intitolato all’indimenticato suo Presidente morto il 18 luglio 2016 con Luca D’Andrea sulla Nord del monte Camicia -  nella cornice dell’evento “Montagne in città” organizzato presso la struttura “Seraphicum” a Roma, vicino alla stazione Laurentina della metro B.

     L’evento aveva avuto momenti di grande interesse nei giorni precedenti, grazie anche alla presenza di alpinisti famosi come Heinz Mariacher, Pierluigi Bini e Simone Moro, ma non è stata di minor rilievo la conclusione del nostro ‘Premio’, alla quale gli organizzatori avevano riservato un’intera ora dell’ultima sera della loro manifestazione.

     Di fronte a un pubblico numeroso e attento, dopo una breve introduzione del nostro presidente f.f. Roberto Colacchia che ha ricordato la figura umana e alpinistica di Iannilli e un altrettanto breve resoconto di Gianni Battimelli sul lavoro della giuria nonché sui timori d’un flop smentiti dalle 32 ‘opere’ pervenute nei termini del Regolamento, il presidente della stessa giuria Alessandro Gogna ha confermato il suo compiacimento per il numero e la qualità degli elaborati, diversi per argomento, provenienti non solo dalle regioni centrali ma anche da altre d’Italia, in gran parte letterariamente validi e molti, dopo il vincitore, di quasi identico interesse, proponendo per ciò di  ampliare a 10 – 12 il numero di quelli da pubblicare in libro.

     Lo stesso Gogna e Patrizia Perilli, moglie di Roberto, hanno quindi consegnato, peraltro nell’ordine inverso a quello della graduatoria, le targhe-premio ai primi cinque piazzati che sono Mario Santamaria, vincitore, per “Gioca con te”, Marco Morante, secondo classificato, per  “La montagna in mezzo”, Antonio Mariani, terzo classificato, per “Rosacamuna”, Davide Scaricabarozzi, quarto classificato, per “Très jolie passage” e Francesco Saladini, quinto classificato, per “La storia non finisce mai”.

     La premiazione s’è conclusa con un applauditissimo video di Angelo Monti sugli amici scomparsi in montagna, a partire appunto da Roberto e Luca, ma contenente anche splendide immagini del nostro Gran Sasso, prima che una trentina di soci e amici partecipassero con alcuni dei premiati e dei componenti della giuria tra cui Gogna alla cena preparata in altra sala della stessa struttura del ‘Seraphicum’, purtroppo in concomitanza col film del tentativo di solitaria invernale dello spagnolo di etnia basca Alex Txikon all’Everest presentato da Domenico Perri.

     Il successo dell’iniziativa è dipeso in massima parte dal lavoro paziente e disinteressato della giuria presieduta da Alessandro Gogna e composta da Gianni Battimelli, Renzo Bragantini, Ilona Mesits e Alberto Sciamplicotti, che l’Associazione doverosamente e sentitamente ringrazia.

     Il nostro impegno deve ora  essere volto, tra le altre iniziative in cantiere che verranno discusse all’assemblea 2017 prevista a metà dicembre, alla preparazione della seconda edizione d’un Premio letterario che, nato bene, sembra in grado di crescere ancora meglio.

Alessandro Gogna illustra il lavoro svolto dalla giuria del Premio e il buon rilievo degli elaborati  pervenuti,   dopo  le introduzioni di  Roberto  Colacchia (a destra)  e   Gianni Battimelli (a sinistra) 

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Incontro del 23 luglio 2017 in ricordo di Roberto e Luca


    Domenica 23 luglio s'è svolto  al Fondo della salsa, 1075 metri slm, l'incontro promosso dall'Associazione alpinisti del Gran Sasso e  dalle Sezioni di Castelli e di Sulmona del Club alpino italiano per l'impianto d'una piccola targa in ricordo di Roberto Iannilli e Luca D'Andrea, caduti il 19 luglio 2016 attaccando la sovrastante parete Nord del monte Camicia, sul masso alla base del nevaio che già accoglie quelle dell'alpinista aquilano Piergiorgio De Paulis, morto il 23 dicembre 1974 nel corso della prima salita invernale della parete portata poi a termine dal conterraneo Mimì Alessandri,  e del capitano dell'aeronautica militare Marco Adinolfi schiantato dalla nebbia col suo aereo da caccia sull'alto della stessa parete il 6 aprile 1994. 

  
    Sono saliti al nevaio da Colle rustico, a 770 metri sulla strada sopra Castelli verso Rigopiano, 8 rappresentanti della nostra Associazione, un folto gruppo di soci della Sezione CAI di Sulmona e il vice presidente della Sezione di Castelli. Dopo una fugace ricognizione del nevaio e delle sue grotte, l'operazione di fissaggio della targa sul duro calcare del masso è stata compiuta collegialmente dai più capaci di maneggiare trapano e stop. 

      

Nelle ridotte dimensioni (10 x 15 centimetri) autorizzate dalla direzione del Parco nazionale del Gran Sasso e dei monti della Laga,  la targa intende documentare non solo l'irripetibile valore umano e alpinistico del presidente della nostra Associazione (il cui obiettivo statutario è quello di custodire la memoria degli alpinisti operanti nel gruppo del Gran Sasso) e del suo ultimo inseparabile  compagno di cordata, ma il rimpianto profondo che la loro scomparsa ha suscitato e suscita nel cuore degli amici. 


     L'attuale presidente facente funzione dell'Associazione Roberto Colacchia ha poi ricordato brevemente Roberto Iannilli, chiedendo alla fine il minuto di silenzio che in quell'ambiente e coi nomi degli amici scomparsi davanti agli occhi è stato, ben più che una formalità, una sincera e commossa promessa di non dimenticare.


     Il presidente della Sezione CAI di Sulmona Antonio Mangiarelli ha ricordato Luca D'Andrea, la sua giovanile passione per la montagna, le qualità che ne hanno fatto, prima ancora che uno tra i migliori scalatori del centro Italia, un uomo dalle salde basi morali e sociali.


    Vincenzo Di Simone, vice presidente della Sezione CAI di Castelli "Piergiorgio De Paulis", ha portato il saluto degli altri soci, impegnati nel tempo libero della domenica dai lavori di finitura della nuova sede sezionale, richiamando le iniziative che la sua Sezione ha già assunto per ricordare Iannilli e D'Andrea.


       L'aquilano Mimì Alessandri, recentissimo reduce a 85 anni dallo Sperone centrale del Corno Grande, ha infine riassunto in breve la storia geologica del Gran Sasso che ha reso la parete Nord del Camicia, a differenza di quelle del Corno Piccolo, così pericolosa e insieme affascinante.


     Tornati alle auto, l'incontro s'è concluso con una rapida visita alla nuova sede della Sezione CAI di Castelli nel riattato "rifugio Enrico Faiani", due chilometri a monte di Colle Rustico sulla strada per Rigopiano, che verrà inaugurata il prossimo 29 luglio. 

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Da Gigi Mario a Scaramuccia il  26 maggio 2017

Nella cornice del prato alberato prospiciente il tempio Zenshinji di Scaramuccia si è svolto il tradizionale incontro con Gigi Mario con la presenza in carne ed ossa di una dozzina di soci e quella immateriale di altri che, dispiaciuti, hanno fatto pervenire comunque i loro saluti.

Umberto Caruso, al terzo tentativo fallito, ha evocato i "Bravi" di manzoniana memoria constatando l’effettività della minaccia che quell’incontro non s'ha da fare.   

Sole, vento sostenuto e temperatura ideale hanno caratterizzato le ore passate insieme a Gigi e Kiyoka, ospiti impareggiabili. Gioia sincera tra tutti nel rivederci.

I  temi di attualità, i racconti e le testimonianze delle salite di antica memoria e di quelle più recenti hanno animato la discussione. Domenico ed Ilona, rappresentanti, tra gli altri, del nuovo indirizzo dell’associazione che vuole saldare il vecchio e il nuovo alpinismo sul Gran Sasso, hanno avuto modo di incontrare per la prima volta Gigi. La visita alla palestra artificiale attrezzata nel magazzino – atto dovuto così come alla sala di meditazione del tempio – si è conclusa a favore di Gigi che, con la sua agilità e leggerezza, ha dato prova della sua classe e di saper ben dominare la verticalità dall’alto della sua scuola.

L’atteso momento del pranzo, ritardato dalla perdita del percorso da parte degli invitati di Antonio, non ha impedito agli ospiti in attesa di cogliere dagli alberi le ciliegie mature, celebrate nel rito giapponese dell'Hanami allo stato di fiori come simbolo di rinascita e buon auspicio e finite meno nobilmente da frutto come potete immaginare…

Sulla tavola specialità della migliore tradizione a confronto, complici molti delle e dei presenti, con bottiglie di bianco e di rosso unidirezionali…tutte alla fine destinate a far capolinea da Geri.

Geri, che dopo aver letto il  libro di Gigi "Buddismo contemporaneo" ha scoperto che Engaku ha rivitalizzato lo zen proponendo e facendo proporre dai suoi allievi dei nuovi Koan (*), cosa che non accadeva da un millennio.

Geri appunto, che avrebbe voluto cimentarsi con questi alti argomenti e che ha finito solo di vedere…il fondo delle bottiglie!

Al termine, respirata ancora una volta l’atmosfera di serenità che solo quel luogo e il maestro ed amico Engaku Taino sanno infondere, un gruppo dei più irriducibili ha percorso i sentieri che sono alle spalle della proprietà fino ad affacciarsi sul Castello della Sala, ben lontano sul versante opposto. Alcuni soci si sono fermati in Umbria un giorno in più per aver troppo “meditato” e per puntare alle pareti di Ferentillo.  

                                                                                       Roberto Colacchia

*  I koan sono affermazioni che appaiono paradossali e che vengono esaminate dialetticamente, rivelandone le imprecisioni, le ambiguità, gli argomenti favorevoli o contrari: gli allievi arrivano ad una sintesi discutendone sia individualmente che collettivamente con il maestro. 

foto dell'incontro

        

                           


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Premio letterario "Roberto Iannilli"

 Regolamento 10.2.2017 

        1)     Istituzione del Premio “Roberto Iannilli”

L’Associazione alpinisti del Gran Sasso istituisce il Premio letterario biennale ‘Roberto Iannilli’ in memoria del suo presidente caduto il 19 luglio 2016 con Luca D’Andrea sulla parete Nord del Monte Camicia.

        2)    Tematica

Gli elaborati dovranno sviluppare temi riguardanti l’alpinismo e il rapporto dell’uomo con la montagna, attraverso racconti reali o di fantasia o/e sulle figure reali di uno o più alpinisti o/e riflessioni filosofiche o scientifiche o esistenziali relative all’alpinismo e alle attività svolte in montagna. Pur non obbligatorio, sarà oggetto di valutazione l’inserimento di evidenti riferimenti a individuabili gruppi montuosi dell’Appennino e in particolare del Gran Sasso.

             3) Caratteristiche degli elaborati

Ciascun partecipante può inviare un solo elaborato in formato word (estensione .doc o .docx) o in formato pdf della lunghezza complessiva di non più di 60 mila battute.

I testi dovranno essere formattati in carattere Times New Roman corpo 12 e non dovranno presentare al loro interno caratteri sottolineati o colorati, né immagini né collegamenti multimediali.

       4)    Partecipazione

La partecipazione è completamente gratuita.

        5)    Invio degli elaborati

Per prendere parte al concorso è richiesto l’invio a mezzo email, all’indirizzo della segreteria del Premio comunicato in occasione di ciascuna edizione, del proprio elaborato comprensivo di titolo provvisorio. A parte andrà allegata una scheda di partecipazione contenente i dati personali dell’autore e una breve biografia. Inoltre andrà allegata una dichiarazione dell’autore di estendere alla stessa Associazione, ferma la facoltà di usarne in proprio, il diritto di autore sulle opere presentate per quanto riguarda la pubblicazione di cui al successivo punto 9 e di rinunciare a ogni diritto in ordine ai proventi che ne derivassero. Nell’oggetto della email è richiesto di indicare “Premio letterario Roberto Iannilli”.

         6)    Scadenza

Il termine ultimo per la presentazione delle opere candidate per la prima edizione del Premio è fissato al 30 settembre 2017. Le date di scadenza per le successive edizioni saranno posteriori di due anni rispetto a quelle precedenti.

7) Commissione giudicatrice

Le opere presentate saranno valutate insindacabilmente da una Commissione giudicatrice che l’Associazione si riserva di nominare e insediare scegliendone il presidente e i componenti fra personalità del mondo alpinistico e letterario.

La Commissione giudicatrice è totalmente autonoma, salvo il rispetto degli àmbiti definiti al punto 1,  quanto all’esame e alla valutazione delle opere presentate. La Commissione giudicatrice, una volta nominata e insediata, si riunisce autonomamente, definisce i criteri di valutazione, esamina tutte le opere presentate, indica tempestivamente all’Associazione, nell’ordine, i primi cinque classificati.

        8)  Graduatoria

La Commissione giudicatrice, dopo aver valutato i testi degli elaborati iscritti al Premio letterario, proclamerà il vincitore durante la serata di premiazione che si terrà in un incontro pubblico entro il 31 dicembre 2017.

        9)  Premi

I premi consistono in una targa o pergamena ai primi cinque classificati, nella pubblicazione in volume destinato alla vendita, distribuito e pubblicizzato a  insindacabile cura e a spese dell’Associazione, dell’opera del primo ed eventualmente dei successivi classificati,  e nelle somme di denaro o nelle altre utilità che l’Associazione riesca a reperire attribuendole pure insindacabilmente al primo ed eventualmente ai successivi classificati.

               10) Ulteriori disposizioni

La partecipazione al Premio letterario ‘Roberto Iannilli’ è subordinata all’accettazione del presente bando in ogni sua parte e articolo.

Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. 

              11) Disposizioni transitorie

Per la prima edizione del Premio letterario la Commissione giudicatrice è composta da Alessandro Gogna presidente, Gianni Battimelli, Renzo Bragantini, Franco Cravino, Ilona Mesits, Carlo Alberto Pinelli e Alberto Sciamplicotti. Le opere candidate vanno indirizzate al recapito telematico ‘giovanni.battimelli@uniroma1.it’.

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Sezione CAI Roma, 10 febbraio 2017, ricordo di Roberto

Resoconto serata CAI Roma 10 febbraio 2017

Su come presentare ufficialmente il premio letterario intitolato a Roberto Iannilli si è a lungo discusso. L’obiettivo era quello della massima rilevanza e visibilità. Per questo, già a novembre 2016, ci si era orientati ad abbinarla alla serata in ricordo di Iannilli che la Sezione CAI di Roma stava organizzando per l’inizio di febbraio.

In preparazione dell’evento, il gruppo di Coordinamento dell’associazione riunitosi presso l'ANAC Roma il 20 gennaio ha chiesto la partecipazione degli altri  soggetti che, pur non facendo parte del Coordinamento, avrebbero avuto un ruolo centrale nell’organizzazione della iniziativa. Tra questi Elisabetta Moffa, direttore responsabile della Rivista “l’Appennino”, che si è fatta carico della parte editoriale, a partire dalla composizione del testo e della grafica del volantino, riportato qui a fianco, con cui è stata data pubblicità alla serata.

La riunione del 20/1 è servita anche per varare definitivamente il regolamento del premio e a decidere forme e modi per darne diffusione attraverso le riviste, in primis quelle del CAI, e facebook. Il sito della Sezione di Roma è stato tra i primi a riportarlo, così come Lo Scarpone.

La sera del 10 febbraio, la sala di via Galvani  era gremita. Alto l’interesse di conoscere meglio, attraverso gli interventi degli amici e dei compagni di indimenticabili salite, la figura di Roberto, alpinista di eccezionale livello e di straordinario valore umano. Elevata anche la curiosità di incontrare Alessandro Gogna, presidente della Commissione giudicatrice del premio.

Nella prima parte dedicaya al ricordo di Roberto è mancato ilsaluto del presidente della Sezione, prontamente giustificato da Elisabetta Moffa.

Dopo una breve introduzione fatta da Colacchia,  sono seguiti gli interventi di Alberto Graia e di Laura Spaccatrosi che hanno ripercorso i momenti più significativi dell’amicizia con Roberto, raccontando anche alcune esilaranti esperienze di arrampicata nella veste di soci del Pippon Club.

Il momento forse più toccante è stato raggiunto con la straordinaria proiezione di Angelo Monti, che è riuscito ad accostare la figura di Roberto a quella dei tantissimi  giovani alpinisti che hanno trovato la loro realizzazione nella montagna, a volte fino a sacrificare la propria vita.  Bellissima la colonna sonora, fatta di sola musica, che ha esaltato magistralmente la concatenazione delle vedute della nostra montagna per eccellenza, il Gran Sasso, alternata alle inquadrature dei vari alpinisti impegnati in parete.

C'è stata poi la proeiezione del film, impropriamnte intitolato "curriculum Iannilli" , perché collocato temporalmente agli inizi della 'carriera' del nostro grande presidente. Le scene di Patrizia e Giuliana sedute assieme a Roberto sui gradini del rifugio Franchetti hanno saputo trasmetterci tutta la tenerezza dei sentimenti che li legavano. A Patrizia e alle persone della sua famiglia presenti molti degli intervenuti hanno rivolto con sincera commozione parole di affetto.

Nella seconda parte, dedicata alla presentazione del premio letterario, ha preso la parola direttamente Gogna, visto che Gianni Battimelli, con la gamba ancora immobilizzata, è rimasto seduto, ritenendo peraltro giustamente che non fosse necessario introdurre un personaggio già tanto famoso come Gogna.

Alessandro ha parlato per una ventina di minuti in modo anticonformista esordendo paradossalmente che lui ai premi non ha mai creduto molto. La relazione di Alessandro Gogna sui temi che legano l’alpinismo alla sua rappresentazione nelle forme e nei modi più liberi e vari sarà ricordata.

La serata è stata comunque un successo, anche se una serie di circostanze sfavorevoli ha privato i presenti del piacere dell’incontro con gli altri membri della giuria. Di questi solo Gianni Battimelli e Franco Cravino erano in sala, Gianni peraltro faceva bella mostra di sé con la caviglia ingessata dopo la rottura in falesia del tendine di Achille. Tutti gli altri - Carlo Alberto Pinelli, Renzo Brigantini, Alberto Sciamplicotti  e Ilona Mesits - hanno espresso il dispiacere di non esserci attraverso le comunicazioni inviate a giustificazione.

Anche alcuni tra i soci più attivi della nostra associazione non hanno potuto partecipare: Saladini in ospedale ad Ascoli per l’intervento appena subito e Geri convalescente a Rovereto dopo la rottura del femore.

A conclusione, sono state distribuite ai presenti diverse copie dell'opuscolo "Roberto Iannilli" pubblicato a cura dell’Associazione che quella sera ha potuto contare, grazie a Livia Steve facente funzione di segreteria/tesoriere, anche di un significativo numero di nuove iscrizioni.

A Luca Grazzini, che ha versato una quota a modo suo come sostenitore dell'associazione, sono state lasciate una trentina di copie del regolamento.

Alla fine - erano le 20.40 – diversi dei presenti, tra cui Patrizia e gli amici del suo gruppo, hanno deciso di unirsi per una pizza.

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'Vette in vista', Terni, 4 febbraio 2017, ricordo di Roberto

La manifestazione promossa dal 2al 5 febbraio 2017 dall'Associazione Zavka e dal CAI di Terni, giunta alla 9^ edizione, ha voluto  dedicare  il pomeriggio del penultimo giorno uno spazio  particolare al ricordo di Roberto Iannilli. 

Roberto aveva partecipato a precedenti edizioni della rassegna ed aveva stabilito con i genitori di Stefano, Rita Mirimao presidente dell’Associazione Stefano Zavka e Sergio, una forte relazione di amicizia. 

Nel 2014, a conclusione della sesta edizione di Vette in Vista si era classificato secondo presentando il film: “Restiamo umani” di cui fu apprezzato il messaggio contenuto - ossia che bisogna restare sempre con i piedi per terra e riconoscere i propri limiti e fare scelte spesso non facili come rinunciare alla salita di una parete per la quale si è andati dall’altra parte del mondo – più che la qualità tecnica.
Dei due concorsi che si svolgevano all’interno della rassegna, quello per opere video di montagna “Valentino Paparelli”, attraeva molto Roberto in quanto teso a premiare la capacità dell’autore di trasformare le emozioni legate al mondo del verticale e dell’ambiente in immagini.

Le emozioni…, quelle che cercava nell’andare in montagna e che lo portavano a dire: “Non è il grado, la difficoltà, la prestazione atletica o la pericolosità, che fanno il vero alpinismo, ma è l’emozione che se ne riceve”. 

L’altro momento in cui Roberto rinsaldò ancora di più la relazione con questa Associazione venne in occasione dell’ottava edizione della Rassegna Vette in vista, il 31/1/2016. Roberto contava di far conoscere il premio “Targa Alpinisti del Gran Sasso” e, per questo, desiderava farsi accompagnare da alcuni dei rappresentanti della giuria che lo avrebbero assegnato. A partecipare a quella manifestazione teneva moltissimo. Si era mosso con largo anticipo comunicando a Rita e Sergio la sua intenzione:

Subject: Presentazione del premio per la migliore salita al Gran Sasso Date: Thu, 21 May 2015 18:30:09 +0200

Ciao Rita e Sergio,

forse saprete che faccio parte dell' Associazione Alpinisti del Gran Sasso (ex Vecchie glorie del Gran Sasso). Compongono l' associazione alpinisti che hanno fatto la storia dell' alpinismo del centro Italia, personaggi come Mimì Alessandri, Franco Cravino, Angelo Monti, Gianni Battimelli, Fernando DeFilippo, Francesco Saladini, Giorgio Forti, Pasquale Iannetti, Lino D' Angelo, Massimo Marcheggiani, Giampiero DiFederico, Gigi Mario .... insomma, i migliori.

Da qualche tempo abbiamo cercato di cambiare il carattere del gruppo, da associazione di ex-alpinisti a associazione di alpinisti, anche in piena attività. Per questo abbiamo deciso di organizzare un premio biennale da dare alla migliore salita alpinistica effettuata al Gran Sasso, di qualunque genere essa sia, inverno o estate, basta che sia una cosa interessante e rispetti un' etica alpinistica autentica. Il premio si chiamerà Targa e sarà assegnato per la prima volta nel 2016, considerando le salite effettuate al Gran Sasso nel biennio 2015/2016. E' nostra intenzione cercare di pubblicizzare questa nostra iniziativa e vi chiedo una collaborazione per trovare il modo per fare una presentazione del premio dopo l' estate a Terni.

Un saluto affettuoso

Roberto

Per una serie di circostanze sfavorevoli, solo Angelo Monti potè accompagnarlo, avendo dato forfait per ragioni di salute anche Massimo Marcheggiani. Nonostante gli assenti, l’idea, nata dalla discussione con Giampiero di Federico, Pasquale Iannetti e altri e sviluppata nell’ambito dell’associazione alpinisti del Gran Sasso, fu illustrata da Roberto con convinzione. La “Targa” del resto, vista come  riconoscimento alla salita alpinistica ritenuta più interessante non per la sua difficoltà estrema, ma per la passione e l’etica alpinistica con la quale viene effettuata, era la sintesi della sua stessa etica.

Il riconoscimento trovava peraltro nella qualità della giuria, formata dai migliori alpinisti del centro Italia, la garanzia di imparzialità e competenza assoluta nell’assegnazione. 

Era dispiaciuto che nessun altro dell'Associazione fosse presente, perchéosservò che la sala era piena e l'argomento aveva destato interesse e molte erano state le domande da parte del pubblico. Era particolarmente fiero che Luca Calzolari, capo della giuria del concorso, gli avesse chiesto di scrivere un articolo per "Montagne a 360 gradi", ottima  idea per pubblicizzare l'evento.

Con questi precedenti e con il dolore della tragedia di pochi mesi prima che ha colpito profondamente gli amici di Terni e chi lo aveva conosciuto, l’Associazione Stefano Zavka, nell’organizzare la 9^ edizione della Rassegna, non poteva non dedicare a Roberto una parte importante.
Il pomeriggio del 4 febbraio Roberto è quindi rivissuto nelle testimonianze dei suoi amici e compagni di scalate: Alberto Graia, Davide Scaricabarozzi, Loretta Spaccatrosi e Andrea Bollati hanno rappresentato con foto e racconti i momenti più belli della loro comune esperienza alpinistica e umana e le scanzonate avventure vissute come membri del Pippon Club.

Anche l’Associazione Alpinisti del Gran Sasso, di cui Iannilli era Presidente, è intervenuta nelle persone del presidente facente funzioni e segretario, Roberto Colacchia  e di Angelo Monti. In quanto inseriti in coda e visti i tempi ristretti - dopo c'era solo una breve pausa cena in attesa della presentazione delle esperienze Himalayane di Confortola – gli ultimi interventi sono risultati un po' sacrificati.

Colacchia, dopo una sintetica presentaione dell'Associazione e dei cambiamenti impressi dalla presidenza Iannilli, ha ripercorso i momenti che hanno portato la giuria a decidere di assegnare proprio a lui la Targa in occasione della Terza edizione del Festival della montagna a L'Aquila, descrivendo brevemente la cerimonia di consegna della stessa Targa a Patrizia domenica 16 pomeriggio nell'Auditorium del Parco del Castello, dopo la presentazione del libro postumo di Roberto "Compagni dai campi e dalle officine".

La proiezione preparata da Angelo Monti è risultata accorciata e per di più, per un maldestro intervento tecnico della cabina di regia, la colonna sonora non ha funzionato.

Nota positiva è che a Terni due nuovi soci (Graia e Sacaricabarozzi) sono entrati a far parte dell’Associazione.

L'opuscolo in ricordo di Roberto Iannilli è stato consegnato ai nuovi soci, ma le difficoltà logistiche e l’ora tarda non ne hanno favorito la vendita.

Molti e sinceri i ringraziamenti da parte di Rita per la nostra partecipazione. Per aver ricevuto qualche copia dell’opuscolo in ricordo di Roberto, ha voluto a sua volta, come Associazione Zavka, far dono a me e Angelo di una borraccia con il logo dell’Associazione.

E' una relazione importante da tener viva.

                                                                                         Roberto Colacchia                    


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Opuscolo "Roberto Iannilli"

     Decisa nella riunione 18.8.2016 all'Aquila del gruppo di coordinamento dell'Associazione, la pubblicazione dell'opuscolo (il secondo 'in memoria' dopo quello dedicato nel 2009 ad Andrea Bafile) è stata resa possibile dalla generosa collaborazione di Patrizia Perilli Iannilli che oltre al proprio ricordo di Roberto ne ha sollecitato altri ai suoi amici e ricercato e passato alcune belle foto a Francesco Saladini che ha curato l'introduzione e la realizzazione.

    Il piccolo volume, 60 pagine in tutto, con scritti, oltre quello di Patrizia, di Mimì Alessandri, Stefano Ardito, Gianni Battimelli, Anna Claudia Cartoni, Alberto Graia, Giuliana Iannilli, Luca Mazzoleni, Angelo Monti, Davide Scaricabarozzi, Loretta Spaccatrosi e Angela Torri, finito di stampare il 10 dicembre dalla tipografia Seros di Ascoli in 500 copie per un totale di euro 1.383,20, è stato distribuito a soci e amici in tutte le successive occasioni di incontro dell'Associazione.

    Chi vuole averne copia può ancora (marzo 2017) rivolgersi a Roberto Colacchia al recapito e-mail "info@montemoro.com".


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Targa Alpinisti del Gran Sasso – 16 ottobre 2016, L’Aquila

    Domenica 16 ottobre pomeriggio all’Aquila, nella cornice dell’animatissima terza edizione del Festival della montagna, è avvenuta la consegna della Targa ‘Alpinisti del Gran Sasso – edizione 2014 / 2016” che la giuria del premio, su richiesta del Coordinamento dell’Associazione, aveva deciso di attribuire in via eccezionale a Roberto Iannilli, nostro presidente.

     Di fronte al pubblico attento e commosso che riempiva l’Auditorium del Parco del Castello, comprendente anche diversi nostri soci, Roberto e Luca D’Andrea sono stati ricordati con la proiezione di alcuni video.

     Dopo il minuto di silenzio che è seguìto Stefano Ardito e Linda Cottino, moderatori dell’incontro, hanno presentato il libro postumo “Compagni dai campi e dalle officine” raccogliendo le emozionate testimonianze di molti tra gli amici che hanno accompagnato Roberto e Luca in questi anni sulle vie del Gran Sasso e nelle spedizioni extra-europee, alcuni ‘personaggi e interpreti’ essi stessi dei racconti del libro.

      Dopo un breve intervento di Roberto Colacchia come presidente facente funzione dell’Associazione, la Targa attribuita a Roberto è stata consegnata da Mimì Alessandri, decano della giuria del premio e alla presenza degli altri componenti Pasquale Iannetti, Massimo Marcheggiani e Gianni Battimelli, a Patrizia Perilli, compagna di Roberto in montagna e nella vita, tra i prolungati applausi dei presenti tutti in piedi.

     La motivazione, letta da Colacchia anziché da Alessandri sprovvisto di occhiali, è stata. “A Roberto Iannilli caduto il 19 luglio 2016  con Luca D’Andrea sulla parete Nord del Monte Camicia, in riconoscimento del valore che la sua attività alpinistica, svolta per più di trent’anni  con spirito di ricerca e d’avventura, collegando generosamente alpinisti d’ogni età e capacità e provenienza, aggiunge alla conoscenza e all’amore per la nostra montagna. / L’Aquila 16 ottobre 2016. / Associazione Alpinisti del Gran Sasso”.

     Roberto, presente a tutte le precedenti edizioni del Festival, in qualche modo era lì con noi. Anche in questa occasione ci ha generosamente lasciato qualcosa con quanto ha scritto all’inizio del libro: il significato profondo del sapersi legare agli altri e condividere i risultati, buoni o cattivi che siano.

     “Dividere il pane, dividere un ideale o una passione, essere legati da qualcosa che accumuna. Fino ad arrivare ai compagni di cordata, i quali sono talmente compagni che letteralmente si legano l’uno all’altro. Addirittura capita che siano così “compagni” che, oltre al pane e alla passione, condividano anche un ideale, ma questo è un altro discorso e capita sempre più raramente … Questi compagni possono provenire dai campi, dalle officine, dagli uffici o da dove vi pare, non è l’origine che fa differenza. In ogni caso, anche se non ci sei amico per la pelle, o non condividi un ideale, quando ti leghi a un compagno di scalata gli affidi la vita, l’unica che hai … In più di trent’anni di arrampicate in montagna mi sono legato a innumerevoli compagni. Qualcuno di questi è stato fondamentale per la mia crescita come alpinista, numerosi fanno parte degli amici, con altri invece c’è stata solo la corda che ci ha legati, ma con tutti ho condiviso i fallimenti e le realizzazioni”.

 

 

 Pubblico al Parco del Castello, foto Bruno Marconi

 

 La Targa 'Alpinisti del Gran Sasso', foto c.s.

 

 Il momento della consegna, foto c.s.


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Da Gigi Mario a Scaramuccia il 19 giugno 2015

    Un gruppo di 9 soci si è ritrovato nella tarda mattinata a Scaramuccia in una giornata leggermente nuvolosa ma dalla temperatura ideale. Sulla scarsa partecipazione ha influito l'assenza di Roberto Iannilli che fino all'ultimo aveva assicurato la presenza, quella di Franco Cravino e di Geri Steve ancora convalescenti, e di altri impediti da difficoltà logistiche. Ha anche influito la scelta del venerdì, obbligata perché il giorno successivo Gigi e sua figlia Lea sarebbero stati di partenza per le gole del Verdon.

     Gigi e Kiyoka ci hanno accolto con la disponibilità e la cordialità di vecchi amci, che rallegra e rende leggero il peso del viaggio anche all'età non più verde della maggior parte dei convenuti.

     Si è ripetuta la visita alla sala di meditazione del tempio Zenshinji, necessaria per entrare in sintonia con lo spirito del luogo. Per Cristian Muscelli, amico ascolano di Saladini che aveva già incontrato Gigi alla palestra di Ferentillo, la visita non poteva non comprendere la palestra d'arrampicata attrezzata nel magazzino di casa.

     Il pranzo è stato servito sulla veranda coperta che ha preservato gli ospiti dalla leggera pioggia che s'è presentata puntale nel primo pomeriggio ma non ha impedito di gustare il cacio sardo e la 'frittata in trippa' di Francesco, per passare poi alla saporita pasta al prezzemolo preparata dai padroni di casa, Alvise in primis, unita agli ottimi vini e ai dolci di Antonio e Giovanna e alle ciliege di Paolo e Fiorella.

     Non è certamente per questa piacevole parentesi gastronomica che siamo venuti qui ma per ascoltare quasi con devozione questo incredibile personaggio, frugale e schietto, capace di spiegare con poche chiare parole l'essenza del suo buddismo zen e il senso di essere maestro di dottrina Rinzai e dell'arte di arrampicare, allora come oggi espressi a livelli altissimi.

     Si è discusso brevemente con Gigi del suo rifiuto di far parte della giuria del premio 'Targa'. Il suo passato di alpinista e maestro di sci e l'attività di guida alpina e istruttore d'arrampicata, che dura tuttora, farebbero infatti di Gigi il giurato più qualificato. Nella sua decisione è prevalsa però la visione dello scalare già espressa nel 1965 nell'articolo "L'arte d'arrampicare e lo zen": Gigi è per uno sport, o arte, in cui non si fa sapere agli altri delle proprie scalate. Per quanto possa sembrare strano, secondo Gigi, l'alpinista "puro" è la guida/maestro che scala per i propri allievi, quelli che non chiama clienti. Una volta arrivato in cima la guida non ha bisogno di farlo sapere a chi ha scalato con lui. Ha ribadito che questa è una sua posizione personale che non deve condizionare chi la pensa in modo diverso. Taino ha rivolto anzi l'augurio, a mani unite, di pieno successo all'iniziativa. Lo scritto "L'arte di arrampicare e lo zen" è raccolto in un volumetto, "Lo zen e l'arte di scalare le montagne" appena pubblicato, che i presenti hanno avuto la possibilità di ritirare dalle mani dell'autore con relativa dedica.

     Sotto uno scroscio di pioggia battente i convenuti hanno alla fine imboccato la strada del ritorno, meditando su quanto Gidi ha saputo ancora insegnarci.


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Presentazione Targa 'Alpinisti del Gran Sasso' l'11 giugno 2015 a Roma     

La sera dell'11.6.2016 s'è svolto presso RRTRek - Rifugio Roma l'incontro per la presentazione della 'Targa Alpinsiti del Gran Sasso', riconoscimento biennale per chi si sia distinto nel realizzare, o anche solo tentare. un'impresa alpinistica di rilievo nel gruppo del Gran Sasso. La proposta di istituire il premio-Targa è stata avanzata da Roberto Iannilli nell'assemblea dell'Associazione tenuta a Roma il 12.12.2014 per far conoscere meglio la stessa Associazione e il suo sito web; il gruppo di Coordinamento nella riunione del 14.2.15 a Cerveteri ha poi deciso di assegnare la Targa per la prima volta entro la primavera-estate 2016 prendendo in esame le realizzazioni comprese negli anni solari 2014 e 2015. La serata dell'11 giugno intendeva dunque presentare il premio e aprire un dibattito sull'iniziativa ascoltando le voci a favore e quelle contrarie. Alla presentazione, preceduta da un assaggio di pizza e dalla proiezione  di una mutivisione di Angelo Monti con bellissime immagini di invernali al Gran Sasso, ha partecipato una quarantina di soci e non soci tra i quali ultimi Stefano Ardito in veste di moderatore e Silvio Iovane reduce dalla presentazione del suo libro "Yuldo" tenuta la sera prima presso la Sezione CAI di Roma. Iannilli giustifica l'assenza di Mimì Alessandri e di Luca Grazzini, la "Treccani del Gran Sasso" che avrebbe potuto certamente portare un contributo importante, chiama al tavolo della presidenza i soci e componenti della giuria presenti in sala Giampiero Di Federico, Pasquale Iannetti, Massimo Marcheggiani, Angelo Monti e Gianni Battimelli il quale preferisce però intervenire dal fondo, illustra i contenuti dell'iniziativa facendo presente che è la prima volta che se ne parla in termini operativi e che può ancora darsi non se ne faccia nulla, auspicando però critiche e suggerimenti utili a definire meglio gli obiettivi e i mezzi per raggiungerli, spiega che è determinante ilruolo e l'autorevolezza del gruppo di esperti, che comprende ancora Lino D'Angelo e altri. che formeranno il 'Comitato per la Targa Alpinisti del Gran Sasso', organo autonomo quanto a funzionamento, iniziative, finanziamento, spese e responsabilità, che potrà cooptare altri componenti tra alpinisti di provata esperienza e capacità purché soci dell'Associazione e  salvo sua ratifica: per individare e valutare le realizazioni compiute nei due anni di riferimento il Comitato assumerà informazioni in proprio in quanto il regolamento non prevede la presentazione di candidature; lo stesso regolamento, ancora da approvare nella sua veste definitiva, prevede invece che l'ambito di assegnazione non sia circoscritto alla pratica alpinistica in senso stretto ma vada esteso a "qualsiasi manifestazione che esprima ed esalti la passione, l'intelligenza, la capacità tecnica, la solidarietà e il rispetto nel rapporto umano con la montagna". Pasquale Iannetti apre la discussione ricordando il suo incontro con il nucleo originario degli amici che crearono l'associazione 'vecchie glorie del Gran Sasso': si considera tra i promotori dell'estensione temporale per fare parte del'associazione e del cambiamento del nome in quello di 'Alpinisti del Gran Sasso'. Ritiene la Targa un'interessante opportunità per richiamare l'attenzione dei giovani che vedono nell'Abruzzo e nel Gran Sasso un importante centro di interesse per la pratica alpinistica. Massimo Marcheggiani replica criticando l'iniziativa in quanto potrebbe creare  stimoli esagerati alla competizione e rischi ingiustificati. Fa proprie le osservazioni di chi, come Gigi Mario, non condivide l'atteggiamento, molto diffuso, di coloro che scalano le montagne per far sapere agli altri ciò che hanno fatto, allontanandosi così dal concetto di alpinista "puro" che è quello che condivide la gioia del raggiungimento della cima solo con chi ha scalato assieme a lui. Iannilli osserva che questo concetto non va estremizzato e che è normale rendere partecipi gli altri dei propri successi alpinistici: lui stesso ne riceve stimolo ed energia per nuove e impegnative realizzazioni. Ritiene che la Targa potrebbe orientare un numero crescente di giovani, oggi abituati a frequentare prevalentemente palestre e falesie, a riavvicinarsi alle vie con spiccate caratteristiche alpinistiche quali le ripetizioni delle classiche di difficile accesso, oggi del tutto ignorate.     Giampiero Di Federico si dichiara entusiasta dell'iniziativa che appoggia in modo convinto. Ritiene la Targa utile a dare visibilità alla montagna d'Abruzzo e l'associazione un punto di riferimento significativo. L'iniziativa può contribuire a rendere palese il valore propulsivo che il Gran Sasso e le attività possibili sul suo terreno possono dare allo sviluppo  del territorio, valore che la maggior parte degli organi pubblici così come i privati non hanno sin qui saputo cogliere: anche se di valore economico contenuto il riconoscimento va duqnue indirizzato a imprese importanti e di grande richiamo.     Battimelli  fa presente che lo stato attuale della cassa dell'associazione, che si alimenta con le sole quote una tantum versate dai soci all'atto dell'iscrizione, non permette di affrontare spese di rilievo. Iannilli non ritiene la spesa un ostacolo e ricorda che per la prima assegnazione il socio Saladini ha destinato l'importo di duemila euro in ricordo della figlia Elena. Seguono interventi di Ardito e Battimelli il quale ultimo fa presente che l'attività svolta dall'associazione vecchie glorie a partire dal 2003 ha tra l'altro il merito di avere costruito un sito che raccoglie testimonianze della  storia dell'alpinismo sul Gran Sasso non reperibili altrove. S'è trattato di un lavoro di grande mole, da continuare nei prossimi anni, purtroppo conosciuto da pochi e che merita invece di essere consultato e apprezzato. Fornite risposte ad alcune domande l'incontro si chiude alle 22,15.

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Targa Alpinisti del Gran Sasso - Regolamento 14.1.2015

1. Il 14 febbraio 2015 l’Associazione alpinisti del Gran Sasso istituisce  la ‘Targa ‘alpinisti del Gran Sasso’, riconoscimento biennale da attribuire a una realizzazione alpinistica compiuta o tentata nel gruppo omonimo (ascensione, discesa estrema, operazione di soccorso o altro) che esprima ed esalti la passione, l’intelligenza, la capacità  tecnica, la solidarietà e il rispetto nel rapporto umano con la montagna.

2. All’assegnazione della Targa provvede un ‘Comitato per la targa alpinisti del Gran  Sasso’ nominato dall’Associazione al suo interno ma del tutto autonomo rispetto a essa quanto a funzionamento, iniziative, finanziamento, spese, responsabilità.

3. Il Comitato elegge al proprio interno un segretario,  si riunisce normalmente su sua convocazione, delibera, quando tutti i componenti siano stati avvertiti, con la presenza di almeno due quinti dei componenti e a maggioranza semplice, può cooptare altri componenti tra alpinisti di comprovata capacità ed esperienza nel gruppo del Gran Sasso purché soci dell’Associazione e salvo sua ratifica.

4. Il riconoscimento è costituito da una targa recante gli estremi dell’attribuzione e ove possibile da un importo in denaro.

5. Il Comitato assume in proprio, salvo recepire eventuali segnalazioni di terzi, notizia delle realizzazioni di cui al punto 1, invita i candidati individuati a fornire per le loro realizzazioni elementi documentali peraltro non determinanti ai fini dell’attribuzione, provvede infine all’assegnazione della Targa, ovvero decide di non assegnarla, con decisione motivata ma insindacabile che porta a conoscenza di tutti i candidati e rende a sua discrezione di dominio pubblico. 

6. In sede di prima attuazione:
. il ‘Comitato per la Targa Alpinisti del Gran Sasso’ è composto, salvo accettazione, da Mimì  Alessandri, Gianni Battimelli, Franco Cravino, Lino D’Angelo, Giampiero Di Federico, Pasquale Iannetti, Roberto Iannilli, Massimo Marcheggiani, Gigi Mario, Angelo Monti, tutti soci dell’Associazione.
               . la Targa viene assegnata entro la primavera-estate 2016 prendendo in esame realizzazioni comprese negli anni solari 2014 e 2016.
               . l’importo in denaro  è  di euro duemila e viene messo a disposizione dai soci Saladini di Ascoli Piceno in ricordo di Elena.        


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Da Gigi Mario a Scaramuccia il 10 maggio 2014

   Poche righe sull’incontro con Gigi Mario a Scaramuccia del 10 maggio: splendida giornata, caldo improvviso mitigato dall’aria della collina umbra, ospitalità tanto ineccepibile da risultare inapparente, gioia sincera tra tutti nel rivederci – e non è poco all’età di diversi tra  i quattordici  rappresentanti di un’associazione che porta nel nome il suo senso anagrafico, assente per problemi dell’ultimo momento il presidente Franco Cravino.

     Ci sono stati di nuovo la visita alla sala di meditazione del tempio Zenshinji, non per curiosare ma per capire, alla palestra d’arrampicata attrezzata nel magazzino e alla casa di Gigi e Kiyoka e ovviamente ricordi e racconti prima durante e dopo il lungo momento del pranzo.

    Sulla tavola la gran padella di ‘scafata’ di Antonio e Giovanna vince facilmente il confronto con la mia ‘ingrecciata’ (tutte e due di carciofi fave e piselli), compaiono davvero (e scompaiono) i due chili di mozzarella di bufala promessi da Paolo e Fiorella, passano la seconda, dopo quella del 2013, saporita pasta al tonno di Filippo e poi salumi, formaggi, salmone, ananas e bottiglie di bianco e di rosso insieme con fette di ottimi dolci portati da Mimì, Fernando, Geri, Stefano ed Elisabetta, Enzo e signora, Roberto e Livia fino a che un caffè del marinaio troppo apprezzato rispetto alla quantità risolleva un po’ le mie quotazioni.

    Il tutto è molto piacevole ma non siamo venuti sin qui anche da trecento chilometri  solo per questo ed è chiaro quando saluto Gigi e mi stupisce ancora rendermi conto che il suo sorriso contento di oggi e le mani spesse e il volto scavato e lo sguardo come sempre  interessato sono insieme quelli del ragazzo romano di tanti anni fa e del maestro d’altissima e immagino severa classe d’alpinismo e di zen.

    Io poi non ritengo che vivere sia dolore più che gioia (vedi per riferimenti nel forum del sito zenshinji.org il link su Lo Zen e l’arte d’amministrare il Comune) e sapendo d’essere innestato su un corpo animale non credo lo sia neppure morire così che non sento il bisogno di annullare la mia transitorietà ma di nuovo, come l’anno scorso, l’incontro con Gigi e con Scaramuccia m’ha emozionato e rasserenato.

    E  di questo grazie a lui e a tutti.

                                                                                             Francesco Saladini

 itinerario per Scaramuccia, rettifica: rispetto alle indicazioni fornite nell’invito all’incontro, l’itinerario giusto è questo: lasciare l’autostrada A1 al casello di Orvieto, uscire dallo svincolo verso destra, proseguire dritto per circa 500 metri, alla seconda rotonda girare a destra e seguire le indicazioni per Arezzo fino al km 40,400, a circa 7 chilometri dal casello, qui imboccando sulla sinistra, subito prima di un piccolo ponte. una strada con  cartello ‘Scaramuccia’ e seguirla per circa 2 chilometri, prima d’asfalto poi sterrata e facendo attenzione ad altri cartelli ‘Scaramuccia’ posti su tutti i bivii, fino all’arrivo.

dal sito Zenshinji.org: La peculiarità della scuola (di Scaramuccia) consiste nel mutuare aspetti tipici della cultura d’occidente all’interno della tradizione orientale. L’arrampicata, l’alpinismo, lo sci ed altre attività fisico-sportive convivono e si intersecano con la pratica della meditazione, con lo Yoga ed il Tai Chi.

  
   
       il muro d'arrampicata indoor di Scaramuccia Gigi Mario

   
      Ma il vino non l'ha portato nessuno?                                        Ah, mbè


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Cena sociale 11 dicembre 2013 a Roma


    Mercoledì 11 dicembre 2013 s’è svolta la seconda cena sociale dell’Associazione ‘vecchie glorie del Gran Sasso’ nella sede dell’Associazione avventure del mondo (previa iscrizione ad essa di tutti i partecipanti) a Roma in Lungotevere Testaccio 10.

     Ai più di 50 nostri soci, provenienti anche dall’Aquila, Teramo e Ascoli,   si sono uniti gli oltre 20 componenti del coro ‘Malga Roma’ dell’Associazione Nazionale Alpini  diretto da Antonio Mariani che prima della cena ha cantato con grande bravura e simpatia una diecina di pezzi - da Era una notte che pioveva a Vola vola, da Belle rose du printemps alla Valsugana, da Monte Canino a Va l’Alpin su l’alte cime – sino a coinvolgere gli ascoltatori nella Montanara finale.

     Ottimi i piatti e l’ambiente e come nel 2012 ben riuscita l’iniziativa organizzata da Mariani anche come “incontro di Natale 2013” tra le ‘vecchie glorie’ e il coro secondo il volantino distribuito in apertura di serata e resa possibile dall’ospitalità di Avventure del mondo e del suo capo e nostro neo socio Vittorio Kulczycki.

     Nel corso della cena s’è parlato di una nuova visita al tempo buddista zen di Scaramuccia,  ancora Mariani ha avuto la disponibilità di Gigi Mario ad accoglierci nella prossima primavera e il nuovo direttivo, eletto senza sostanziali variazioni nell’assemblea di settembre e insediato lo stesso 11 dicembre, è impegnato ora a organizzare l’incontro avvertendone tempestivamente soci e  amici.


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Incontro  2013 con Gigi Mario a Scaramuccia

     Sabato 13 aprile ho partecipato al preannunciato incontro a Scaramuccia con Gigi Mario, che non vedevo dalla sola volta che con altri di Ascoli (Maurizio Calibani, Ignazio Castellani, Marco Florio e Claudio Perini) ho arrampicato dietro a lui, e a Silvio Jovane, sullo Spigolo Bafile al Pizzo del diavolo, nel 1958.

     Gigi e Kiyoka ci hanno accolto con la disponibilità e la cordialità di vecchi amici ai quali ho portato il saluto di chi, come Franco Cravino, Umberto Caruso, Gigino Muzii, Giorgio Forti e Fernando Di Filippo, non è riuscito per motivi diversi a essere presente.

     Lui è come cinquantacinque anni fa uno essenziale, frugale e schivo che però se gli chiedi ti spiega in poche parole chiare il suo buddismo zen per la solidarietà e la pace, ti mostra la sala di meditazione e l’elenco dei maestri della scuola Rinzai, parla della quindicina di centri nati da Scaramuccia e operanti in Italia e altri Paesi d’Europa ma anche racconta di sé, di quando correva sui pattini negli uffici della banca del lavoro, della settimana passata fuori dalla porta del monastero di Kobe in attesa d’esservi ammesso e ordinato monaco, del suo passato di alpinista e maestro di sci, dell’attività di guida alpina e istruttore d’arrampicata che continua ancora oggi (e diversi di noi l’hanno seguìto nella passeggiata di domenica sui monti reatini).

     Da incallito razionalista sapevo che incontrarlo sarebbe stato interessante ma non immaginavo sino a che punto m’avrebbe emozionato e rasserenato.

     A completare il quadro d’una giornata straordinaria hanno provveduto la bellezza del posto e l’aria di primavera  ma anche l’ineccepibile pasta al tonno di Filippo, il sorridente discepolo di due metri che chiama Gigi “a maé”, il rosso robusto e morbido di Giancarlo Dolfi e Olga dalla Toscana, le ferratelle aquilane di Mimì e Irma e forse anche le pseudo-tagliatelle della mia frittata “in trippa”.

     Ma soprattutto le parole della dedica di Engaku Taino sul suo libro del 2013 ‘Buddismo contemporaneo’ perché corrispondono perfettamente al senso del nostro stare insieme nell’associazione: “Quanti anni! Eravamo ragazzi, tutti. E, in fondo, lo siamo ancora”.

     Ciao Gigi e grazie.                                                                             Francesco Saladini

Immagini dell'incontro

Sull'ingresso del tempio buddista, da sinistra Bruna, Irma, Mimì e Gigi

pranzo 1

pranzo 2


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Cena sociale 25.1.2013 2013 a Roma

     Finalmente decisa dal gruppo di coordinamento, è stata ottimamente organizzata per venerdì 25 gennaio 2013  da Antonio Mariani presso l’Associazione Nazionale Alpini in viale Giulio Cesare.

    All’iniziativa hanno aderito più di 60 soci e parenti o amici, buona parte dei quali ha poi assistito alla presentazione di Roberto Colacchia del sito ristrutturato.

    Quanto alla bontà del  “rancio” proposto dal ristorante ANA più d’ogni parola possono alcune delle immagini scattate da Geri.

    

          

 

             

     


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Gita al Fondo della salsa del 28.5.2011, resoconto

associazione vecchie glorie del Gran Sasso, segreteria                                      Ascoli 31 maggio 2011

                                                                                                                a tutti i soci e agli amici forniti di p.e.   

     Alla gita  al Fondo della Salsa sotto la parete Nord del Monte Camicia programmata per il mattino di sabato 28 maggio 2011 hanno partecipato 9 soci e amici condotti da Mimì Alessandri.

     A cura di Giorgio Forti gli stessi e altri hanno visitato nel pomeriggio la chiesa di San Donato (le piastrelle del soffitto sono state  illustrate dall’avvocato Gianni Giacomini presidente del Museo di Castelli purtroppo chiuso dal terremoto) e poi il Liceo artistico grazie a una sua cortese Insegnante.

    Domenica 29 un’escursione di alcuni partecipanti da Vado di Sole a Vado di Siella, sulla verde parte finale della cresta del Centenario,  ha concluso la seconda gita dell’Associazione.     

      Colgo l’occasione per invitarVi a spendere un fine settimana nel tranquillo paese di Castelli dagli splendidi tesori di natura e d’arte e in una passeggiata sotto l’imponente parete del Camicia.

     Per un pernottamento accogliente e silenzioso e per un ristoro d’eccezione quanto a genuinità e a prezzo mi permetto di segnalare il B&B ‘Vecchio Mulino’ (tel. 0861 979232).

      Per il 10° raduno da giovedì 23 a sabato 25 giugno a Castel del Monte (si deve tra l’altro rinnovare la dirigenza dell’Associazione) ricordo di prenotare tempestivamente (tel. 0862 938484 o 338 7528770, fax 0862 938264, e-mail htlparcogransasso@tiscali.it).

     Chi riceve questa nota per posta e ha recapito di posta elettronica è pregato di segnalarmelo.

     Cordialmente.                                                             Francesco Saladini segretario

     Galleria di foto della gita 

        

                              

                              Il Camicia da sopra Castelli                                                                                            Le targhe in memoria                               

                              Il gruppo accanto al cippo

                             

                             Verso il Fondo della Salsa

                             

                             L'avvocato Giacomini nella chiesa di San Donato

                              

                              Il gruppo in visita al Liceo artistico di Castelli

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Altre serate di presentazione dell’associazione nel 2009

      Mentre si stava organizzando a Teramo la seconda ‘serata di presentazione dell’Associazione’ il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, nel quale l’associazione ha perduto il carissimo amico Lucio Berardi,  ha indirizzato ad altri scopi (la richiesta ai soci di un contributo per la riapertura di quella Sezione CAI, vedi nei documenti relativi ai raduni 2009 e 2010) le energie del gruppo di gestione.

      La scomparsa di Andrea Bafile nel settembre dello stesso 2009 e il conseguente impegno per le serate svolte in ricordo del grande alpinista aquilano (vedi nella sezione “I protagonisti” la voce che lo riguarda)  hanno di fatto interrotto l’iniziativa.

      L’assemblea 2011 ha peraltro dato mandato al gruppo di coordinamento di studiare (vedi ancora nella rubrica “raduni”)  un “potenziamento delle attività sociali di incontro tra i soci” anche “con raduni conviviali nelle città” tra l’altro per presentare il sito ristrutturato.




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Serate di presentazione dell'associazione

    Per dare conto dell’esistenza dell’associazione, dei suoi scopi, di quanto s’è fatto e dei programmi futuri, s’è deciso di tenere delle serate di presentazione presso le Sezioni del Club alpino o comunque nelle città  più interessate alla frequentazione del Gran Sasso.

    La prima ‘serata’ s’è svolta ovviamente all’Aquila,  nella sede della Sezione CAI (che è anche la sede ufficiale dell’associazione) nel pomeriggio del 24 gennaio grazie alla cordiale ospitalità assicurata dal presidente Bruno Marconi, anche egli ‘vecchia gloria’ del Gran Sasso, strutturata  su una breve relazione di Mimì Alessandri e sulla proiezione di immagini tratte dai ‘pezzi’ già inseriti nel nostro sito a cura di Roberto Colacchia e Marco Di Gioia, conclusa da un ricco e graditissimo buffet  offerto dalla Sezione ospitante.

    Altre serate sono in programma a Teramo, Ascoli e Roma: per incontrarsi in occasioni diverse dai raduni annuali ma anche e soprattutto nella speranze che ne escano altri ricordi e magari  altri soci con lo stesso piacere  della memoria che ha sorretto sin qui i padri fondatori.

la sala riunioni della Sezione CAI L’Aquila mentre parla Mimì Alessandri

al centro, tra altri partecipanti all’incontro, Roberto Colacchia, Giorgio Forti e Fernando Di Filippo fanno onore all’aperitivo ‘montanaro’


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                                   Gita al Gran Sasso 

      Per  rompere quella che a qualcuno può sembrare  la monotonia dei raduni, il gruppo di gestione decide di programmare una gita collettiva con obiettivo, ovviamente, il Gran Sasso.

      Molti soci sono ancora  in grado di salire (e la maggior parte di loro anche di scendere); dormire al Franchetti può presentare qualche problema per la quota ed il conseguente impegno di coronarie e dintorni, ma in questo caso si può far base ai Prati.

      Parte dunque l’invito..

  Lettera di invito alla Gita al Gran Sasso del 17-18 Settembre 2005

        Le preoccupazioni di sistemazione si rivelano infondate : forse per il pessimo periodo meteorologico, più facilmente perché non ci si vuole sentire  intruppati,  la proposta raccoglie sulle brande del Franchetti solo 8 soci; tre di essi salgono in effetti all’Orientale per il sentiero Ricci al mattino del sabato, prima che il tempo si guasti; gli altri raggiungono il Rifugio solo nel pomeriggio; e tutti lasciano l’ospitalità di Luca Mazzoleni al mattino della domenica raggiungendo la seggiovia e con essa i Prati sotto una pioggia quasi continua.

18 settembre 2005 Vittorio Onofri e il suo amico all’Arapietra

      Il sindaco di Pietracamela Giorgio Forti ci asciuga, poi ci fa visitare l’interessante centro del Parco e il Comune; i migliori piatti abruzzesi del “ristoro” di Intermesoli chiudono degnamente la gita.




Cena sociale 11 dicembre 2013 a Roma

    Mercoledì 11 dicembre 2013 s’è svolta la seconda cena sociale dell’Associazione ‘vecchie glorie del Gran Sasso’ nella sede dell’Associazione avventure del mondo (previa iscrizione ad essa di tutti i partecipanti) a Roma in Lungotevere Testaccio 10.

     Ai più di 50 nostri soci, provenienti anche dall’Aquila, Teramo e Ascoli,   si sono uniti gli oltre 20 componenti del coro ‘Malga Roma’ dell’Associazione Nazionale Alpini  diretto da Antonio Mariani che prima della cena ha cantato con grande bravura e simpatia una diecina di pezzi - da Era una notte che pioveva a Vola vola, da Belle rose du printemps alla Valsugana, da Monte Canino a Va l’Alpin su l’alte cime – sino a coinvolgere gli ascoltatori nella Montanara finale.

     Ottimi i piatti e l’ambiente e come nel 2012 ben riuscita l’iniziativa organizzata da Mariani anche come “incontro di Natale 2013” tra le ‘vecchie glorie’ e il coro secondo il volantino distribuito in apertura di serata e resa possibile dall’ospitalità di Avventure del mondo e del suo capo e nostro neo socio Vittorio Kulczycki.

     Nel corso della cena s’è parlato di una nuova visita al tempo buddista zen di Scaramuccia,  ancora Mariani ha avuto la disponibilità di Gigi Mario ad accoglierci nella prossima primavera e il nuovo direttivo, eletto senza sostanziali variazioni nell’assemblea di settembre e insediato lo stesso 11 dicembre, è impegnato ora a organizzare l’incontro avvertendone tempestivamente soci e  amici.

Cena sociale 11 dicembre 2013 a Roma

    Mercoledì 11 dicembre 2013 s’è svolta la seconda cena sociale dell’Associazione ‘vecchie glorie del Gran Sasso’ nella sede dell’Associazione avventure del mondo (previa iscrizione ad essa di tutti i partecipanti) a Roma in Lungotevere Testaccio 10.

     Ai più di 50 nostri soci, provenienti anche dall’Aquila, Teramo e Ascoli,   si sono uniti gli oltre 20 componenti del coro ‘Malga Roma’ dell’Associazione Nazionale Alpini  diretto da Antonio Mariani che prima della cena ha cantato con grande bravura e simpatia una diecina di pezzi - da Era una notte che pioveva a Vola vola, da Belle rose du printemps alla Valsugana, da Monte Canino a Va l’Alpin su l’alte cime – sino a coinvolgere gli ascoltatori nella Montanara finale.

     Ottimi i piatti e l’ambiente e come nel 2012 ben riuscita l’iniziativa organizzata da Mariani anche come “incontro di Natale 2013” tra le ‘vecchie glorie’ e il coro secondo il volantino distribuito in apertura di serata e resa possibile dall’ospitalità di Avventure del mondo e del suo capo e nostro neo socio Vittorio Kulczycki.

     Nel corso della cena s’è parlato di una nuova visita al tempo buddista zen di Scaramuccia,  ancora Mariani ha avuto la disponibilità di Gigi Mario ad accoglierci nella prossima primavera e il nuovo direttivo, eletto senza sostanziali variazioni nell’assemblea di settembre e insediato lo stesso 11 dicembre, è impegnato ora a organizzare l’incontro avvertendone tempestivamente soci e  amici.

Cena sociale 11 dicembre 2013 a Roma

    Mercoledì 11 dicembre 2013 s’è svolta la seconda cena sociale dell’Associazione ‘vecchie glorie del Gran Sasso’ nella sede dell’Associazione avventure del mondo (previa iscrizione ad essa di tutti i partecipanti) a Roma in Lungotevere Testaccio 10.

     Ai più di 50 nostri soci, provenienti anche dall’Aquila, Teramo e Ascoli,   si sono uniti gli oltre 20 componenti del coro ‘Malga Roma’ dell’Associazione Nazionale Alpini  diretto da Antonio Mariani che prima della cena ha cantato con grande bravura e simpatia una diecina di pezzi - da Era una notte che pioveva a Vola vola, da Belle rose du printemps alla Valsugana, da Monte Canino a Va l’Alpin su l’alte cime – sino a coinvolgere gli ascoltatori nella Montanara finale.

     Ottimi i piatti e l’ambiente e come nel 2012 ben riuscita l’iniziativa organizzata da Mariani anche come “incontro di Natale 2013” tra le ‘vecchie glorie’ e il coro secondo il volantino distribuito in apertura di serata e resa possibile dall’ospitalità di Avventure del mondo e del suo capo e nostro neo socio Vittorio Kulczycki.

     Nel corso della cena s’è parlato di una nuova visita al tempo buddista zen di Scaramuccia,  ancora Mariani ha avuto la disponibilità di Gigi Mario ad accoglierci nella prossima primavera e il nuovo direttivo, eletto senza sostanziali variazioni nell’assemblea di settembre e insediato lo stesso 11 dicembre, è impegnato ora a organizzare l’incontro avvertendone tempestivamente soci e  amici.


Associazione Alpinisti del Gran Sasso
C.F.
93036720667 - Sede legale: Sezione CAI L'Aquila Via Sassa, 34 - 67100 L'Aquila - Segreteria: Via U. Tupini 133 - 00144 Roma
e-mail:
info@alpinistidelgransasso.org

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